Sconto sulla Tari per le eccedenze invendute donate ai bisognosi, rispettando in pieno la legge anti-spreco alimentare. Questa nuova misura è diretta alle aziende e ai produttori che, aderendovi, hanno la possibilità di donare alle mense, ai poveri e a tutti i bisognosi, i prodotti non ancora scaduti in corso di validità. La legge è entrata in vigore il 14 settembre con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole alimentari, ha dichiarato che lo scopo della legge è quello di andare incontro al fabbisogno dei poveri. 

Decisioni importanti

L’art. 17 della Legge anti-spreco stabilisce che ogni Comune decide il coefficiente da applicare per la riduzione della TARI.

Inoltre, saranno sempre le istituzioni comunali a decidere se aderire alla nuova legge, promuovendo lo sconto, oppure non tenendone conto. Non essendoci alcun obbligo per le singole amministrazioni, tutto è riposto nelle mani dei sindaci, i quali decideranno liberamente se aderire o meno.

Gli obiettivi

Lo scopo della legge è quello di eliminare gli scarti di produzione, gli eccessi di cibo, gli "sprechi" che di solito vengono eliminati e gettati nella pattumiera. Le Onlus e le fondazioni si occuperanno di recuperare questi beni di prima necessità. È stimato che il valore dei prodotti da "riciclo", in Italia, si aggira intorno agli 8 miliardi di euro. Gregorio Fogliani, presidente della Onlus QUI Foundation, ha dichiarato espressamente che appena la legge è passata per l’approvazione si è registrato un immediato incremento nelle donazioni.

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Che scopo, che sconto?

Coloro i quali possono beneficiare dello sconto TARI sono le aziende e i produttori. Le aziende che decidono di aderire alla legge, devono donare l’invenduto a una Onlus, presentando una dichiarazione consuntiva a fine mese. Lo scopo della normativa è "la solidarietà", ovvero dare un aiuto concreto con medicinali e prodotti alimentari ai bisognosi: non è solo un dovere morale, ma una necessità. In un Paese come il nostro, pronto all’accoglienza, non possiamo e non dobbiamo voltarci dall’altra parte.