Gli italiani amanti degli animali, e nello specifico dei cani, rischiano di incappare ben presto in una nuova tassa firmata Partito Democratico. Pare infatti che abbia superato l’esame di ammissibilità un emendamento legato alla legge di bilancio che prevede una nuova tassa da stabilire in ogni comune per i possessori di cani non sterilizzati. Ne sono firmatari deputati Michele Anzaldi, Paolo Cova ed Ernesto Preziosi.

L’emendamento sui cani

L'emendamento del Pd prevede che "i proprietari o detentori di cani non sterilizzati sono tenuti al pagamento di una tassa comunale annuale, istituita da ciascun comune con propria delibera con previsione di esenzioni, riduzioni, detrazioni in favore di determinate categorie di soggetti".

I deputati Anzaldi, Cova e Preziosi hanno presentato una proposta di modifica che chiarisce: "La certificazione di sterilizzazione chirurgica definitiva è rilasciata da medici veterinari liberi professionisti abilitati ad accedere all'anagrafe regionale degli animali d'affezione, i quali contestualmente provvedono alla registrazione della sterilizzazione dell'animale presso l'anagrafe". L’emendamento è già organizzato e prevede anche il metodo con cui saranno i veterinari libero professionisti abilitati a certificare l’avvenuta sterilizzazione dell’ animale in quanto abilitati ad accedere all’ anagrafe canina. Naturalmente sono previste anche delle esenzioni. Non saranno infatti tenuti a pagare il nuovo obolo coloro che possiedono un allevamento professionale, i cani vengono utilizzati da forze dell’ ordine e protezione civile, i cani guida per non vedenti, i cani da gregge e a custodia di edifici rurali ed eventuali categorie speciali individuate dai comuni.

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Al momento non è ancora chiaro se la tassa è da pagare per ogni cane o una generica a prescindere dal numero degli animali posseduti che non si vogliono sterilizzare. Il presidente del Consiglio interverrà per fermare anche questa nuova tassa?

Fenomeno randagismo

L’ emendamento tuttavia, che a un primo impatto può far storcere il naso e può essere visto come una costrizione nel dover a tutti i costi sterilizzare il proprio animale, deve essere anche analizzato in un contesto più ampio volto a disincentivare il fenomeno abbandono, specie di cuccioli, e possibilmente anche il fenomeno maltrattamento e randagismo nonché il sovraffollamento dei canili che comunque sempre più di sovente danno in adozioni cani che son stati già sterilizzati. Anche perché secondo le stime ministeriali sono circa 700.000 i cani randagi in Italia.