Non si può dire che l'inserimento del Canone Rai nella bolletta elettrica non sia stato un successo dal punto di vista della lotta all'evasione fiscale. Soltanto nel 2016 il gettito aggiuntivo, ottenuto con questo accorgimento, è stato pari a oltre 400 milioni di euro. Questo aumento in valore assoluto corrisponde ad un incremento del 41% nel numero dei soggetti privati che hanno provveduto al pagamento. I due terzi di questo importo, cioè circa 300 milioni di euro, sono finiti direttamente nelle casse della Rai. Il resto allo Stato.

Comunque, anche se l'evasione del Canone si è notevolmente ridotta, non è stata azzerata.

Infatti, attualmente, esiste ancora uno zoccolo duro di inadempienti di circa il 10%. Anche se, a inizio 2016 questa percentuale era del 36%. Inoltre, nel 2016 quasi 450 mila famiglie hanno pagato il Canone senza essere tenute a farlo in quanto non posseggono un apparecchio televisivo.

Le ragioni di questo paradosso

Da una parte, quindi, ci sono coloro che sono tenuti al pagamento ma grazie a diversi escamotage, come l'affitto in nero delle seconde o addirittura terze case, sfuggono all' Erario. E dall'altra, coloro che, ignari che il Canone Rai è una tassa di possesso, e, quindi occorre pagarlo solo se si possiede un televisore.

Bisogna, però, aggiungere ad onor del vero che il possesso della tv si ritiene presunto se si è titolari di un'utenza elettrica. In pratica, se si ha la luce si può avere anche il televisore.

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Quindi è il contribuente che deve dimostrare il contrario.

Come si arriva a questi dati

Dalle rilevazioni dell'Istat circa 25 milioni di famiglie hanno almeno un televisore in casa. Mentre quasi 1 milione di famiglie ne sono prive. On line è possibile scaricare il modello per la dichiarazione di non possesso da inoltrare alla Rai e, per conoscenza, al proprio gestore elettrico. Ma lo scorso anno solo 547 mila famiglie hanno inviato questa dichiarazione. Quindi le rimanenti, 450 mila appunto, hanno pagato senza esservi tenute.

Va precisato che questi dati si basano su una indagine campionaria dell'Istat. E anche se il campione, 28 mila famiglie, risulta ampio ed affidabile, è, comunque, soggetto ad errori. Anche se, si precisa, sia la Rai che l'Agenzia delle entrate sono a conoscenza di questo scostamento. Si sta, infatti, predisponendo un gruppo di esperti che approfondisca la cosa.

D'altra parte, se così fosse la Rai avrebbe incassato circa 40 milioni di euro che, in caso di richiesta di rimborso, andrebbero restituiti. Comunque, ci si può consolare sulla evasione ancora da recuperare circa 250 milioni di euro.