E’ arrivata, dopo un settimana di attesa, la nota dell’Autorità di Regolazione per Energia reti e Ambiente, Arera, che fa chiarezza sugli aumenti delle bollette della luce che saremo costretti a pagare a causa dei clienti morosi. Come ricorderete, aveva suscitato clamore la nota della stessa Agenzia, diffusa alcuni giorni addietro, che annunciava, in ossequio a recenti sentenze di Tar e Consiglio di Stato, il recupero da parte delle società elettriche dei soldi delle bollette non pagate dai morosi addebitando l’imposto su quelle dei consumatori in regola.

La nuova nota, giunta in giornata odierna, solleva i consumatori dai timori di una nuova stangata [VIDEO]in arrivo, pur in assenza di un passo indietro sulla vicenda.

A quanto ammonteranno gli aumenti sulle bollette della luce

Contrariamente alle cifre circolate nei giorni scorsi, oggetto anche di una bufala virale su Whatsapp [VIDEO], gli aumenti sulle bollette della luce ammonteranno a circa 2 euro l’anno. Sarà questo l’impatto delle bollette non pagate dai clienti morosi che dovrà consentire alle aziende elettriche il recupero di una cifra stimata intorno a 1,2 milioni di euro di oneri di sistema non versati dagli evasori.

La nota dell’Autorità per l’Energia precisa anche i tempi per il recupero di queste somme. Tra le tante voci circolate nei giorni scorsi, infatti, c’era anche quelle che gli aumenti sarebbero arrivati a partire dalle bollette di aprile 2018 mentre, secondo le notizie ufficiali, i rincari non potranno essere recuperati non prima che sia trascorso un anno.

Continua la protesta dei consumatori

Nonostante le rassicurazioni sugli importi che saranno addebitati sulle bollette della luce, continua la protesta delle principali associazioni dei consumatori. Quello che è inaccettabile, sostiene il responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale dei Consumatori, Marco Vignola, è il principio di far pagare ai consumatori in regola con le bollette, gli importi non pagati dai morosi, a prescindere dall’importo della cifra. Questo meccanismo, sostiene Vignola, equivale ad accollare ai consumatori il rischio d’impresa delle Aziende elettriche alle quali la legge già garantisce l’utilizzo di tutti gli strumenti per il recupero degli importi non pagati, fino al distacco della fornitura elettrica.

E’ probabile, quindi, che sulla vicenda saremo chiamati a fornire ulteriori aggiornamenti, anche in virtù dell’incontro richiesto dall’Unione dei Consumatori col ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e con il presidente di Arera, Bortoni, per studiare eventuali soluzioni alternative che non prevedano l’addebito delle bollette non pagate a carico di tutti i consumatori.