Diego Fusaro ospite di Omnibus su La7 nella mattinata di lunedì 21 settembre. Nello studio del talk show condotto da Andrea Pancani sono presenti anche il deputato del Pd, Piero De Luca, e il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. La discussione si infiamma quando il conduttore domanda al filosofo cosa ne pensi della manovra economica che il governo si prepara ad approvare in autunno. La replica di Fusaro è secca: il sistema capitalistico favorirebbe l'evasione fiscale della classe media. Parole accolte da De Luca jr con sbuffi e chiari segni di contrarietà.

Diego Fusaro ospite di Omnibus

Durante la puntata di Omnibus andata in onda su La7 lunedì 21 settembre, il conduttore Andrea Pancani domanda a Diego Fusaro, collegato in diretta video, cosa ne pensi della prossima manovra economica del governo. "Essenzialmente tutto il male possibile", risponde senza indugio il filosofo. Secondo Fusaro, infatti, "viviamo nel peggiore dei mondi possibili, direbbero i metafisici. Perché è giustissimo ovviamente pagare le tasse. Il problema è che bisogna distinguere tassa e tassa. Qui assistiamo a una iper tassazione di coloro i quali sono già martoriati dalle Tasse, cioè il ceto medio e le classi lavoratrici".

La reazione di Piero De Luca

Mentre Maurizio Gasparri segue inizialmente in silenzio il filo del discorso di Fusaro, le parole del filosofo provocano invece una reazione del tutto diversa in Piero De Luca.

Il figlio del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si lamenta in sottofondo e poi viene inquadrato dalle telecamere mentre scuote la testa in segno di disapprovazione. Ma Fusaro non ne tiene conto e prosegue nel suo ragionamento. Al contrario della classe media, afferma, "i signori della finanza, i colossi dell'e-commerce, i giganti delle multinazionali non vengono nemmeno sfiorati da questa tassazione.

Perché evidentemente si colpiscono sempre i pesci piccoli, cioè la classe lavoratrice, dove peraltro ci sono anche le partite iva".

Fusaro: 'Vecchia classe lavoratrice condannata a dramma della partita iva'

Diego Fusaro invita a non dimenticare che, attualmente, con la crisi provocata dal coronavirus ancora in atto, "agevolare i salariati con stipendio fisso è sicuramente una cosa sacrosanta".

Ma non bisogna però dimenticare che "larga parte della classe lavoratrice è composta oggi, grazie al venir meno dei contratti nazionali, da partite iva. O meglio, da finte partite iva. La vecchia classe lavoratrice è condannata al dramma della partita iva, a diventare imprenditrice di se stessa". Per Fusaro, dunque, "il sistema capitalistico oggi è così fatto da costringere in qualche misura il ceto medio all'evasione con un obiettivo evidente. Primo, di renderlo sempre ricattabile. Secondo, di renderlo non ribelle e antagonistico, ma sempre sottomesso. E terzo, di usarlo come capro espiatorio. Se c'è la crisi, se bisogna alzare la tassazione, non è mai colpa del sistema finanziario vorace e usurocratico - conclude - ma sempre del ceto medio e delle classi lavoratrici.

È il capolavoro del potere questo".

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