Novità sul fronte Imu prima Casa. La sentenza della Cassazione 20130/2020 apre nuovi scenari. I Comuni potranno, infatti, avvalersene per andare a riscuotere l'imposta su tutti quei nuclei familiari che si sono avvalsi dell'esenzione, sfruttando il principio contestato della doppia prima casa. I controlli potranno avere una retroattività fino a cinque anni. Per capire bene cosa cambierà da ora in avanti, occorre però fare il punto della situazione. A dare luce alla vicenda è stato Il Sole 24 ore.

Esenzione Imu: l'importanza delle residenze

Prima bisogna partire da quella che è la norma principale.

L'Imu è l'imposta comunale sugli immobili. L'esenzione riguarda tutte le prime case che non appartengano a determinate categorie, come ad esempio quelle di lusso. Questa deve avere la prerogativa per essere considerata la dimora del nucleo familiare. La Cassazione confermando quando disposto con la sentenza 4166/2020 precisa ciò che deve avvenire in caso di divisione della famiglia.

La norma, come già evidenziato, parla di prima casa nel caso in cui ci abiti l'intero nucleo familiare. Qualora i componenti di uno stesso nucleo familiare si dividano in due case (di città e turistica per esempio) verrebbe a cadere per entrambe la condizione di abitazione principale.

Sentenza della Cassazione fa luce: ora accertamenti dei Comuni

Un contenzioso sulla vicenda era nato tra il Ministero dell'Economia (circolare numero 3/DF) in cui si rendeva plausibile la possibilità di avere una doppia abitazione principale, se ci fossero motivi lavorativi alla base della spartizione.

I comuni non hanno condiviso questo punto di vista. L'ultimo giudizio emesso dalla Corte di Cassazione potrebbe perciò porre fine a possibili spostamenti fittizi delle residenze, finalizzate all'ottenimento dell'esenzione.

La sentenza della Cassazione, di fatto, agevola il lavoro di chi si doveva preoccupare degli accertamenti.

Per provare che, in precedenza, l'utilizzo della doppia dimora fosse o meno finalizzata ed eludere il pagamento dell'Imu era necessario provare l'assenza delle persone fisiche all'interno della dimora abituale.

Gli enti locali avranno la possibilità di andare a valutare la situazione dei propri contribuenti con una retroattività massima di cinque anni. Dall'altro lato, quello dei cittadini, ci sarà invece la possibilità per l'anno 2020 di pagare a saldo l'eventuale mancato acconto.

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