Si avvicina il Natale, e sono molti gli italiani che scelgono di acquistare regali online. Ma la Commissione Europea mette in guardia: oltre il 75% dei siti di e-commerce non risulta a norma per quanto concerne le regole a tutela dei consumatori. Il dato emerge da un’indagine condotta sul mercato europeo: il quadro tracciato è preoccupante, tanto più quando l'utenza è costituita da consumatori vulnerabili, ad esempio i bambini (che sono spesso allettati a acquistare articoli legati a giochi offerti come gratuiti).

Ecci i principali problemi riscontrati dallo studio, e gli aspetti a cui bisogna fare attenzione per evitare truffe e raggiri:

Clausole inique: le clausole contrattuali devono essere formulate in modo chiaro ed essere eque.

Il 69% dei siti contiene clausole ritenute inique, ad esempio: clausole che escludono la responsabilità del commerciante in caso di danni al computer del consumatore a seguito di un download; clausole che escludono o ostacolano il diritto dei consumatori a cercare riparazione legale o altre forme di riparazione o rendono difficoltoso l'accedervi; clausole che privano i consumatori del diritto di ricevere un nuovo prodotto o di chiedere il rimborso se il prodotto scaricato non funziona.

Diritto di recesso: a causa della natura dei download il consumatore perde il diritto di recesso dal contratto quando lo scaricamento è iniziato con l'accordo del consumatore (in altri termini, il prodotto scaricato non può essere restituito); i commercianti sono tenuti però a informare i consumatori di questo fatto precedentemente all'acquisto.

Il 42% dei siti controllati non fornisce questa informazione.

Mancanza di informazioni sull'identità e l'indirizzo del commerciante: i commercianti sono obbligati a indicare la loro identità, il loro indirizzo geografico e la loro mail sul loro sito web per consentire ai consumatori di contattarli ove necessario. Il 36% non indica queste informazioni essenziali.

Mancanza di informazioni sulle restrizioni geografiche: i consumatori possono non essere in grado di usare il contenuto digitale scaricato in un paese diverso da quello in cui risiedono e i commercianti dovrebbero informarli nel merito. Il 73% di tutti i siti web controllati non fornisce questa informazione. Laddove questa informazione è data, è spesso presentata soltanto tra le condizioni generali ed è quindi difficile da reperire.

I giochi pubblicizzati come "gratuiti" spesso comportano qualche pagamento in una fase successiva: circa 9 su 10 siti web non informano gli utilizzatori sin dall'inizio sui costi addizionali o sugli acquisti in corso di gioco per i quali è richiesto un pagamento; anche se questa informazione è spesso menzionata nei termini contrattuali, essa non reca però indicazioni chiare quanto ai prezzi.