Recentemente stiamo assistendo al compiersi di importanti passi avanti per quanto riguarda l’esplorazione spaziale, e molti progetti innovativi portano la firma diretta di aziende private, o le vedono coinvolte in prima linea. È il caso per esempio dei piani di Elon Musk (SpaceX) e di Dennis Muilenburg (Boeing) per una colonizzazione progressiva di Marte. Qualcosa di simile si potrebbe dire della Moon Express, la compagnia che di recente ha conseguito un traguardo storico, ottenendo l’autorizzazione a organizzare missioni verso la Luna, teoricamente per rimanerci, e per iniziare a sfruttarne le preziose risorse.

Le ragioni della nuova corsa allo spazio

C’è chi, come Elon Musk, ha manifestato l’intenzione di voler dare alla nostra specie una sorta via di fuga, indicando nello spazio la direzione da intraprendere per tentare di evitare scenari catastrofici sul nostro pianeta. Ma al di là delle ispirazioni filantropiche si possono identificare anche motivazioni più pragmatiche basate su calcoli economici. Sembra infatti che la ricompensa derivante da un eventuale successo avrebbe un valore quasi incalcolabile.

Sulla Luna abbonda il prezioso Elio-3, e le “ricercate” rocce lunari arrivano ad avere, sul mercato nero, un valore massimo di 3,6 milioni di dollari per grammo. Ma il nostro satellite naturale non è l’unica meta promettente. Oltre a Marte, l’altro grande attrattore di investimenti è la cosiddetta fascia asteroidale, che è situata tra Marte e Giove, e che conta centinaia di migliaia di oggetti potenzialmente sfruttabili.

Secondo la NASA, riporta Inquisitr, la fascia asteroidale conterrebbe una quantità di minerali traducibile in un valore economico di circa 700.000 miliardi di dollari.

Una miniera di ghiaccio

La ricchezza di questa vasta area del sistema solare non si limita alla quantità di minerali che può offrire, in quanto il vero tesoro è rappresentato dall’acqua intrappolata nella roccia sotto forma di ghiaccio.

Tecnicamente anche il ghiaccio è un minerale ma in termini economici e utilitaristici rappresenta un discorso a parte. Il motivo è che, se estratto, esso potrebbe essere utilizzato per produrre propellente per le navi, permettendo in tal modo di ridurre drasticamente i costi di rifornimento, dal momento che quest’ultimo avverrebbe direttamente in orbita. Un progetto del genere è quello che si è proposta di sviluppare la Deep Space Industries, la compagnia attualmente all’opera per costruire la prima nave da prospezioni al mondo.

Lo scopo sarà quello di dimostrare che in effetti è possibile estrarre acqua sotto forma di ghiaccio dagli Asteroidi. Il primo lancio di prova dovrebbe avvenire già entro la fine del 2017, mentre una vera e propria missione di estrazione potrebbe avere luogo prima della fine del decennio. In un’intervista rilasciata a Gizmodo,Daniel Faber, CEO della compagnia, rivela che l’obiettivo che intendono perseguire sul lungo periodo è quello di costruire città orbitanti, al fine di accorciare le distanze tra la Terra e lo spazio intorno a essa, ma anche di creare un ponte verso il resto del sistema solare.

Perciò, sostiene Faber, saranno necessarie moltissime materie prime, e in questo senso gli asteroidi, ma anche la Luna, rappresentano la molla che può far scattare la corsa agli investimenti.

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