Essendo una piattaforma di messaggistica decisamente famosa ed utilizzata, può capitare che WhatsApp (la famosa applicazione divenuta proprietà di Facebook) costituisca un terreno molto fertile per le ormai celeberrime catene di Sant'Antonio e bufale varie, spesso molto pericolose per la "salute" del nostro smartphone. Fra le più recenti si segnala Momo, che in questi giorni sta girando parecchio: si tratta dell'immagine di una "ragazzina" che suscita spavento in chi la osserva, ma che per fortuna non porta alcun danno allo smartphone né è foriera di rischi per la privacy ed i dati sensibili degli utenti.

Una nuova catena di Sant'Antonio: il Momo

Il Momo non è altro che una sorta di catena di Sant'Antonio. Mentre di norma queste portano con sé dei messaggi spesso anche molto fastidiosi, il Momo è una catena di San Antonio a sfondo horror (come spesso e volentieri circolavano un po' di tempo fa) con un prefisso straniero: di solito +81, ma molti utenti hanno segnalato anche il prefisso +57, accompagnato dal numero vero e proprio.

L'immagine presente in questa determinata catena di Sant'Antonio ritrae una sorta di bambolina, o di ragazzina, con i lineamenti scarni, a dir poco grotteschi, gli occhi a palla fuori dalle orbite e dei capelli sfibrati attaccati alla faccia. Molti hanno paragonato la terrificante figura del Momo con la famosa Shelley Duvall nel celebre film horror "Shining" di Stanley Kubrick; in realtà è una bambola che affonda le sue origini nelle leggende del paese del Sol Levante e che è in esposizione in una mostra d'arte sempre in Giappone.

Il messaggio è accompagnato da una scritta che invita a diffondere l'immagine in questione se non si vuole incappare in una "maledizione". Uno scherzo ben congegnato, che ha catturato persino l'attenzione di altre piattaforme altrettanto importanti come Youtube, ma che ha suscitato il raccapriccio di moltissime persone e il divertimento di molte meno.

Il Momo porta con sé dei rischi per lo smartphone?

Molti utenti non hanno riscontrato la presenza di virus o malware dietro l'immagine del Momo, ma l'azienda che gestisce la piattaforma ha già preso delle contromisure per arginare eventuali pericoli di sorta nascosti nella bambolina giapponese che sta spopolando nelle chat, così come in altri messaggi simili e bufale varie.

Uno degli interventi contro le catene di S. Antonio come questa è un'etichetta che WhatsApp ha messo a disposizione degli utenti iscritti che segnala i messaggi che non sono "autentici", ovvero tutti i messaggi copiati e incollati in altre chat e che non sono scritti direttamente da uno dei nostri contatti.