Nel panorama dell’autonomia avanzata, emerge una svolta significativa: Waabi, startup canadese fondata da Raquel Urtasun, ha raccolto un miliardo di dollari e annunciato un accordo con Uber per il lancio di robotaxi alimentati dal suo sistema Waabi Driver.
Un finanziamento record e una partnership strategica
La raccolta di fondi da 1 miliardo di dollari comprende un round Series C da 750 milioni di dollari, co-guidato da Khosla Ventures e G2 Venture Partners, oltre a 250 milioni in capitale legato a milestone da parte di Uber. Si tratta di uno dei round di finanziamento più consistenti nella storia del tech canadese.
Verso i robotaxi: un’unica AI per più veicoli
Questa operazione segna la prima espansione di Waabi al di fuori del settore dei camion autonomi. Uber ha garantito un impegno per la distribuzione di almeno 25.000 robotaxi equipaggiati con il Waabi Driver, sul proprio network di ride-hailing, in esclusiva. Il piano non prevede ancora una tempistica definita.
Raquel Urtasun sottolinea il vantaggio distintivo del suo modello AI: «non si tratta di due programmi, due stack, ma di un’unica soluzione scalabile e generalizzabile a diversi casi d’uso». Questo approccio contrasta con strategie precedenti di altri player, come Waymo, che ha eliminato il proprio programma di trasporto merci, puntando invece su un’architettura unificata per robotaxi e camion.
Uber: non torna a costruire veicoli, punta sui dati
Con questo accordo, Uber non intende tornare a sviluppare autonomamente la tecnologia, come avvenuto nel passato. Piuttosto, la piattaforma disegna una nuova strategia: lanciare una divisione, Uber AV Labs, per raccogliere dati reali in centinaia di città, offrendo una leva unica di training per i partner robotaxi come Waabi.
L’impatto sul mercato della mobilità autonoma
Il matrimonio tra Waabi e Uber imposta nuovi paradigmi: grazie all’AI unificata di Waabi e alla rete di raccolta dati di Uber, l’ecosistema AV si arricchisce di una componente sinergica essenziale. Niente più progetti separati per ogni veicolo, ma una physical AI capace di evolversi su formati diversi con continuità e riproducibilità.
Al contempo, Uber rafforza la propria posizione nel mercato dei robotaxi, mostrando di voler difendere il proprio dominio attraverso partnership strategiche anziché sviluppo interno — un’evoluzione dell’approccio con aziende come Waymo, Lucid e Nuro.
Prospettive per Waabi e il settore
Per Waabi, il finanziamento record e il riconoscimento globale rappresentano un’accelerazione decisiva. Oltre alla solidità finanziaria, la sua tecnologia AI end-to-end e il simulatore avanzato Waabi World la pongono in una posizione di vantaggio competitivo anche rispetto a giganti come Tesla e Waymo.
Per Uber, AV Labs diventa il centro nevralgico per alimentare tutti i robotaxi del futuro: uno scambio bidirezionale di tecnologie e dati che può ridefinire la scala dell’autonomia urbana.
In questo contesto, la «physical AI» di Waabi non è solo innovazione tecnologica, è paradigma evolutivo per la futura mobilità autonomamente condivisa.
L’accordo tra Waabi e Uber non è allora un semplice partnership commerciale: rappresenta un cambio di paradigma, una convergenza tra architettura generale AI e raccolta dati su vasta scala che potrebbe ridefinire il settore ancora una volta.