È stata lanciata The Path, una nuova applicazione di terapia-coaching basata sull'intelligenza artificiale, ideata da ex dipendenti di Calm e dal CEO Anson Whitmer. Co-fondata da Tony Robbins, che ha partecipato al round seed da 14,3 milioni di dollari guidato da Prime Movers Lab, l'app mira a offrire una terapia AI più sicura dei chatbot commerciali. L'obiettivo è superare il paradigma dell'engagement per concentrarsi sull'efficacia terapeutica concreta.

La visione di The Path: AI per una salute mentale accessibile

L'idea per The Path è nata dall'esperienza di Anson Whitmer e Tyler Sheaffer (già in Calm) con "Mental", un'app dove una funzionalità di audio interattivo AI si è dimostrata molto efficace.

La motivazione di Whitmer è personale: lutti familiari lo hanno spinto a conseguire un dottorato in psicologia e a dedicarsi all'innovazione nella salute mentale. Riconoscendo i limiti nell'accesso alla terapia individuale, ha visto nell'intelligenza artificiale il ponte per colmare il divario tra domanda e disponibilità di supporto umano.

Un modello AI terapeutico e sicuro

The Path si distingue dai chatbot consumer, spesso "ottimizzati per l'engagement" e inclini a soluzioni rapide, considerate controproducenti per la psicoterapia. L'app è progettata per stimolare il paziente, aiutarlo a riconoscere distorsioni cognitive e a scoprire autonomamente le proprie soluzioni. Il suo modello AI, post-addestrato su basi open source, ha ottenuto un punteggio di 95 nel benchmark clinico VERA-MH, un risultato notevolmente superiore ai circa 65 punti dei bot consumer.

Attualmente gratuita, The Path offre 11 "terapeuti virtuali" AI personalizzabili, con un futuro modello in abbonamento da 40 dollari al mese. L'approccio integra metodologie basate sull'evidenza (ACT, DBT, CBT, coaching solution-focused) con la filosofia motivazionale di Tony Robbins.

Contesto e futuro dell'AI-terapia

Il lancio di The Path si inserisce in un dibattito acceso sulle app di AI-terapia. Molte sono etichettate come tali senza poter diagnosticare o trattare, e il termine "therapy" è spesso privo di tutela legale, generando confusione. Alcuni stati hanno già vietato l'uso di questa definizione in ambiti non regolamentati. La proliferazione di queste app evidenzia una carenza di prove solide di efficacia clinica e di standard rigorosi.

In questo scenario, VERA-MH (Validation of Ethical and Responsible AI in Mental Health), un benchmark open source e clinicamente validato, si propone come riferimento normativo. Il significativo finanziamento di The Path riflette la crescente attenzione verso l'AI nella salute mentale, un trend che vede altri attori raccogliere capitali per soluzioni che integrano l'AI con la supervisione clinica, mirando a uno sviluppo responsabile e sicuro.

L'approccio di The Path, supportato da benchmark come VERA-MH, delinea un futuro per l'AI nella salute mentale che va oltre il placebo digitale. Si propone come un supporto concreto, etico e monitorabile, unendo esperienza personale, psicologia, tecnologia e innovazione.

L'obiettivo è rendere la cura accessibile senza compromettere sicurezza e rigore professionale, ridefinendo gli standard dell'AI-terapia e dimostrando la possibilità di coniugare scalabilità, efficacia e tutela dell'utente.