Tornano di moda i film maledetti e di contestazione con il Torino Film festival dal 18 novembre all'insegna del punk. Prepara i cinefili alle visioni del Cinema ribelle anni 70 la commedia drammatica Between us, Con questo film Rafael Palacio Illingworths si pone sulla scia di Million dollary baby e di Gran Torino dal nome della Ford che il protagonista guida, firmati da Clint Eastwood.

Nel caso del film di apertura della rassegna dedicata al punk si tratta di un prodotto del cinema indipendente americano come quello di Gus Van Sant, presente in città con una retrospettiva al Museo nazionale del cinema.

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La sua filmografia è sul mondo sul mondo dell'underground e dei drop out

Sempre il Museo del cinema domani al cinema Massimo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino propone un classico come Il laureato di Mike Nichols, con un giovanissimo Dustin Hoffman, oggi protagonista di una fiction sui Medici di Firenze e gli altrettanto giovani Simon & Garfunkel che gli intonano la celebre Mrs Robinson. Quest'evento verrà introdotto dallo storico dello spettacolo Giaime Alonge, cui spetta anche il giorno seguente la lezione al festival di criminologia sulla differenza tra realismo e fiction.

Chiude l'evento più atteso della Settima arte a novembre sotto la Mole, Free Fire. Quest'action thriller è la logica conclusione  di un mese tra gialli e noir. Lo firma Ben Wheatley, considerato il regista del momento che si rifà sia agli hard boiled che al pulp. Le movimentate scene si svolgono non nel mitico West ma a Boston nel 1978. Oggi si dal la caccia ai bug di Facebook, mentre il genere poliziesco è sempre stato caratterizzato dall'inseguimento tra polizia e malfattori per le strade di una grande metropoli.

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La commedia americana e il thriller inglese si inseriscono a pieno titolo nella tradizione cinematografica e non hanno velleità politiche. Crea, invece, imbarazzo la proiezione, il 4 novembre, della docufiction "Archiviato", sugli interventi della polizia contro i No Tav.

Dagli inseguimenti al Tribunale

Il docufilm riguarda la discussa condotta delle forze dell'ordine in occasione delle manifestazioni No Tav. Come se le polemiche non bastassero dopo la rinuncia di ospitare alla Galleria di arte moderna cittadina la mostra dell'impressionista Edouard Manet (anch'egli, peraltro, protagonista di una rassegna documentaristica di successo) le dimissioni con tanto di porte sbattute della presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni

Dal canto suo il Pg Francesco Saluzzo ha chiesto la conferma delle 47 condanne chieste dal procuratore per gli scontri in tra antagonisti e polizia in Valle di Susa nell'estate 2011.

E nelle requisitoria contro i No Tav ha parlato anche di una sorta di un appello internazionale, anche attraverso siti Internet, agli antagonisti stranieri, perché si mobilitassero contro i cantieri valsusini del treno ad alta velocità Torino Lione e la polizia schierata a difenderli.    

Al di sopra di ogni sospetto, come il Tff è la qualità dei documentari al Cinema teatro Baretti di San Salvario. Fino al 22 marzo nella sala dell'ex teatro della parrocchia di don Gallo si tiene la rassegna itinerante di documentari per le sale indipendenti.

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Quelli che verranno qui da aprile a maggio per la rassegna Mondovisioni sono sei pellicole selezionati dalla rivista Internazionale. Gli argomenti vanno dalla vecchiaia femminile, alla spiritualità e all'immigrazione come My name is Adi. Non sono quindi assolutamente pellicole di denuncia, ma illustrano problematiche globali.