Michele Santoro, Vauro Senesi e Marco Travaglio: un triangolo che fino a poco tempo fa andava d'amore e d'accordo, ma che invece sembra essersi incrinato per colpa di un solo personaggio: Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle. Satira, politica, ideologia e violente invettive: miscelate questi ingredienti e formerete un cocktail in procinto di esplodere. Scopriamo cos'è successo.

Santoro contro Grillo: ecco perché

Succede che Grillo (e chi lo rappresenta) attacchi Santoro nelle sue solite invettive contro i giornalisti (nella rubrica ormai tristemente nota "Il giornalista del giorno") solo perché colpevole di aver dato la parola a un operaio molto critico nei confronti del leader del M5S, e subito dopo Vauro ne prenda le difese "a distanza", pronunciando una frase al programma "L'aria che tira" in onda su La7 che ha fatto e continua a far discutere: "Nel Movimento 5 Stelle sento puzza di fascismo", spiegando poi il perché di questa affermazione ricorrendo alla Storia.

Il superamento della destra e della sinistra teorizzato da Grillo, per Vauro è una teoria vecchia, "che ha dato la nascita al fascismo storico di questo Paese". Per il vignettista è necessario dunque difendere queste ideologie politiche in quanto rappresentanti di classi o interessi diversi non conciliabili che vano affrontati sotto l'aspetto del conflitto politico.

Affermazioni che hanno spinto alcuni sostenitori del M5S a minacciare di violenza fisica il vignettista toscano, a quanto riporta Michele Santoro che ha tuonato contro Grillo, invitandolo a smetterla con i toni illiberali e minacciando di scendere anche lui in piazza, qualora non cambiassero i toni, in difesa della libertà d'informazione. La distinzione tra giornalisti buoni e giornalisti cattivi, insomma, a Santoro non va roprio giù, soprattutto da quando anche lui è stato messo nella blacklist (perché non tuonare prima, ad esempio?).

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Travaglio contro Vauro: ecco perché

Il paragone tra Movimento 5 Stelle e ideologia fascista non è piaciuto a Marco Travaglio, che potrebbe dunque "divorziare" da Santoro e Vauro e porsi ideologicamente dalla parte di Grillo e del M5S. Qualora il programma di Santoro dovesse essere rinnovato per il prossimo anno, la partecipazione di Travaglio non è affatto sicura, insomma.

Beppe Grillo è riuscito nell'impresa di rompere un asse storico della televisione e dell'opinione politica italiana, mentre nel frattempo il Movimento 5 Stelle si appresta a un altro risultato storico alle elezioni europee. L'opinione pubblica mugugna e nei salotti della tv e della politica si cominciano a mostrare notevoli crepe.

Voi da che parte state?