Gli anni 80 sono per Vasco Rossi un periodo nuovo, quello che lo fa esplodere come fenomeno tra critiche e insuccessi in alcune kermesse canore lui ha la possibilità di farsi vedere e nonostante aspre critiche conquista il pubblico. Questo periodo si apre con il terzo album di Vasco Rossi Colpa d'Alfredo del 1980, in cui comincia a formarsi, uscendo dal periodo in cui il cantautore presenta l'immagine di giovane ingenuo, scontroso e arrabbiato, per diventare il rocker strafottente e di contromarcia.

I brani in esso contenuti sono incentrati sul racconto di donne sempre meno innocenti o difficili e danno l'idea di qualcosa di strano per l'Italia di quell'epoca.

Le critiche lo stroncano ma il pubblico no, Nantas Salvalaggio, dice di lui: "un ebete piuttosto bruttino, malfermo sulle gambe, con gli occhiali fumè dello zombie, dell'alcolizzato, del drogato "fatto". Con il successivo disco Siamo solo noi (1981), Vasco Rossi può alzare la coppa dei mondiali al cielo come i veri campioni, in esso racconta di una generazione che cambia le regole, descritta come coloro che non hanno "più rispetto per niente, neanche per la mente", Vasco reagisce così ad un mondo in cui dice "vi fregano sempre", una canzone che andrebbe molto più oggi che in quell'epoca... 

Con Vado al massimo (1982), miscela reggae e rock si presenta per il grande salto al Festival di Sanremo: si posiziona ultimo ma dalla nicchia passa ad un pubblico più ampio, baluardo di un tipo di rock poco raccomandabile da cui tenere lontani i propri figli. Vasco torna a Sanremo e arriverà penultimo, ma poi si aggiudicherà il Festivalbar: nell'album Bollicine, è inserito il suo brano "Vita spericolata" dove continua a voler essere e sembrare un rocker maleducato e anticonvenzionale.

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Sul palco si presenta proprio come il 'tossico di strada', ma le sue non sono solo canzoni provocatorie visto che rivelano anche un lato fragile come in "Una canzone per te". Il live Va bene, va bene così (1984), ricorda ancora di più questo lato romantico con una storia d'amore difficile. Nella storia da giovane di Vasco succede anche qualcosa di drammatico, l'arresto per stupefacenti. Nel 1987 un nuovo successo con C'è chi dice no (1987) segue la strada intrapresa con l'album precedente con brani riflessivi come "Vivere una favola" e "Ridere di te". Il bellissimo album Liberi liberi (1989) non molto apprezzato di fatto ha brani bellissimi e profondi in cui nel brano omonimo si chiede: "liberi liberi siamo noi però liberi da che cosa?" meravigliosa riflessione su una libertà che allora esisteva e che abbiamo perso strada facendo. Sempre nell'album in questione altri due brani bellissimi "Dillo alla luna" e "Tango della gelosia". 

Per chi volesse sentire la voce di Vasco, il suo nuovo disco Sono innocente e altro sulla sua vita di rocker, vi diamo appuntamento a questa sera, martedì 16 dicembre per l'intervista con Red Ronnie