Si parla ancora di lui: Fabrizio Corona. Un personaggio, che a torto o ragione, riesce - suo malgrado - a riempire pagine di giornali e ore di trasmissioni televisive; scrittori, giornalisti, psicologi si soffermano su quello che ormai è diventato a ben dire il "caso Corona".

La sua è una storia senza eguali in Italia - o chissà forse simile a tante altre, ma sconosciute ai più - portata alla cronaca e mantenuta costantemente all'attenzione dell'opinione pubblica forse anche per una insana quanto morbosa devianza della società moderna, interessata più al Gossip, ai soldi facili, alla trasgressione che non al rispetto dei valori fondamentali.

Corona e la sua sfida più importante: dimostrare la provenienza dei soldi rinvenuti

Ma è sui soldi che stavolta Fabrizio Corona si gioca la sua partita più importante; quel milione e settecentomila euro trovato nel controsoffitto della sua assistente Francesca Persi - anche lei in carcere in attesa di giudizio - nonché quelli rinvenuti su un conto corrente in Austria, dove sempre la fedele Persi portava con regolarità borsoni pieni di denaro.

Ad aggiungersi alla sequenza di dichiarazioni televisive fatte dall'ex collaboratrice Geraldine Darù a Matrix, nonché dall'ex moglie Nina Moric a Barbara D'Urso adesso si aggiunge quella di un altro ex collaboratore e braccio destro di Corona, Fabrizio Scippa, che intervistato ai microfoni del programma "Domenica Live" racconta la sua verità.

Le parole di Fabrizio Scrippa

Fabrizio Scippa, ex collaboratore di Atena srl (società il cui titolare è Francesca Persi e che detiene i diritti d'immagine di Fabrizio Corona) aveva un ruolo chiave all'interno della società, poiché selezionava e decideva le varie offerte di lavoro che venivano fatte a Corona.

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Chi quindi meglio di lui può sapere se quel milione e settecentomila euro rinvenuti nel controsoffitto di casa Persi siano i proventi non dichiarati dell'attività svolta da Corona nell'arco di un anno? Lui stesso ammette che l'attività lavorativa è stata febbrile - circa cinquecento eventi in un anno - a cui si aggiungono tutte le altre attività correlate sempre alla figura del fotografo.

Sulla questione dei soldi in nero percepiti da Corona per le serate - così come emerso da un servizio trasmesso dal programma televisivo Le Iene - Scrippa sconfessa le parole della Darù - secondo cui i contratti firmati venivano poi stracciati e rifatti con cifre inferiori rispetto al compenso effettivamente percepito - . E aggiunge che i soldi ritrovati non possono essere solo il frutto dell'attività lavorativa del fotografo.