Sabato 26 giugno 2020, c'è stata l'ultima puntata de La vita in diretta. Lorella Cuccarini si è congedata dalla conduzione del programma suscitando polemiche a Rai 1. La showgirl ha inviato una lettera ai collaboratori del programma, pubblicata in esclusiva dal sito Leggo, presto rimbalzata su tutte le testate fino a diventare un caso mediatico.

Nella lettera, senza mai fare il nome, attacca l'altro conduttore del programma, il giornalista Alberto Matano. Lorella Cuccarini non sarà confermata nella prossima stagione del contenitore pomeridiano di Rai 1, sembrerebbe per le sue posizioni sovraniste.

La decisione dei vertici aziendali, in forma ufficiosa, è stata ampiamente anticipata dai giornali nei giorni scorsi. Per la comunicazione ufficiale, bisognerà attendere la presentazione dei palinsesti Rai il prossimo 1 luglio.

Cuccarini, congedo burrascoso dal programma

L'ultimo giorno di conduzione del programma La vita in diretta, si è consumato in una situazione di tensione in studio. Prima della diretta, Cuccarini aveva inviato una lettera alla redazione in cui, tra le altre cose, scrive di "un collega di lavoro" maschilista. Tutti hanno colto il riferimento a Matano.

A seguire, durante la puntata, in studio è sceso il gelo. Lei e Matano non si sono praticamente mai parlati, né guardati in faccia: atteggiamento reciproco ben diverso da quello avuto nelle puntate precedenti.

Poi, al momento del congedo finali, Cuccarini ha fatto un saluto generale, senza mai menzionare né ringraziare Alberto Matano, che invece prima l'aveva salutata e ringraziata. Quindi, il giornalista è scomparso dall'inquadratura, forse lasciando lo studio. Più tardi, sul suo profilo Instagram, Matano ha postato una foto in cui compare con la redazione del programma, ma Lorella Cuccarini non c'è.

Nella didascalia ha scritto: "Grazie a tutti".

Cuccarini, lettera di accuse

Nella lettera, la showgirl saluta i compagni di viaggio de La vita in diretta. Scrive che di programmi tv ne ha fatti tanti, ma è stata la sua prima volta alla guida di una trasmissione quotidiana complessa, "una macchina infernale", la definisce. Riferisce che è anche stata la prima volta, e spera sia l'unica, che lei e il gruppo di lavoro, che ringrazia per il coraggio dimostrato, hanno dovuto convivere con una pandemia devastante.

Segue l'affondo al suo partner di conduzione. Cuccarini scrive che è stata la prima volta, e non era preparata, che si è dovuta confrontare "con l’ego sfrenato e l’insospettabile maschilismo di un collega di lavoro, esercitato più o meno sottilmente, ma con determinazione. Costantemente. Talvolta alternato ad incredibili (e mai credute) dichiarazioni pubbliche di stima nei miei riguardi". Sostiene che si dovesse cercare il motivo di tale comportamento, non sarebbe necessario rivolgersi alla criminologa Roberta Bruzzone.

Parole molto forti che sembrerebbero confermare le indiscrezioni dei mesi scorsi, secondo le quali tra la showgirl e il giornalista non ci sono mai stati buoni rapporti. Voci che, però, ad aprile, entrambi si erano affrettati a smentire, facendo pubblicamente reciproci attestati di stima.

A conclusione della lettera, "la più amata dagli italiani" scrive che, comunque, si ritene fortunata perché ha avuto il privilegio di poter fare vero servizio pubblico. Poi, perché avrebbe conosciuto prevaricazioni a 55 anni: "Niente al confronto di molte donne che hanno sperimentato questa realtà fin da subito, senza avere neppure la forza di opporsi o di parlarne". Per poi concludere la lettera, ringraziando tutto il gruppo di lavoro.

Redazione e colleghe del Tg1 difendono Matano

La lettera ha suscitato reazioni a Rai 1. Alcune inviate e autrici del programma hanno preso le difese di Matano e a seguire anche colleghe del Tg1. Mobilitazioni che hanno così confermato quella che all'inizio sembrava solo un'ipotesi. E cioè, che l'attacco di Cuccarini era diretto proprio all'ex mezzobusto del Tg1.

Di "incredulità e smarrimento" per le parole della conduttrice, hanno parlato alcune autrici de La vita in diretta nella lettera firmata, smentendo l'accusa di maschilismo. Di Matano, sottolineano professionalità e passione nel valorizzare il ruolo di ognuno.

A difesa del giornalista, anche colleghe del Tg1 quali Emma D'Aquino e Costanza Crescimbeni che ha scritto: "Siamo nel regno dell'assurdo. Delle comiche". Tra i colleghi intervenuti a difesa di Lorella, Pierluigi Diaco e Salvo Sottile che ha dichiarato: "È una grande professionista. C’è ancora spazio per lei. Usare l’alibi della politica per annacquare 30 anni di mestiere lo trovo ingiusto".

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