La parola “paparazzi” ha fatto per la prima volta il giro del mondo in occasione di un tragico evento: il decesso di Lady Diana e Dodi Al-Fayed avvenuto a Parigi, nella notte del 31 agosto del 1997, a causa di un incidente stradale nel tunnel sotto il Pont de l’Alma. Sono stati loro il perno su cui è ruotata la drammatica vicenda.

Ai tempi Lady Diana stava intraprendendo una relazione con Al-Fayed. I due, reduci da una vacanza in yacht tra le coste della Francia e l’Italia, avevano raggiunto Parigi dalla Sardegna. Nella serata del 30 agosto sarebbero dovuti rientrare a Londra, ma Al-Fayed aveva acquistato un anello per Diana, che doveva essere ritirato in una gioielleria di Parigi.

Già al loro arrivo all’aeroporto parigino di Orly erano presenti alcuni paparazzi. Anche durante la serata, probabilmente a causa di questi ultimi, la coppia decise di fare un cambiamento di programma. Non riuscendo a liberarsi dei fotografi per tutto il pomeriggio, optarono per il rientro al Ritz, hotel di proprietà della famiglia Al-Fayed, anche se i paparazzi avevano assediato l’entrata principale e quella secondaria.

Lady Diana, Dodi Al-Fayed e il piano per depistare i paparazzi

Per depistare i paparazzi organizzarono una sorta di trappola: Henri Paul, il vice responsabile della sicurezza del Ritz, avrebbe dovuto accompagnare Diana e Al-Fayed in un appartamento di quest’ultimo a rue Arséne Houssaye, mentre l’autista dell’imprenditore, Philippe Dourneau, doveva distrarre i fotografi partendo con la macchina di Dodi.

Lady Diana e Al-Fayed salirono sulla Mercedes S 280 nera guidata da Henri Paul, che a quanto pare aveva bevuto prima di mettersi alla guida. Insieme a loro era presente anche la guardia del corpo della coppia Trevor Rees Jones, l’unico sopravvissuto all’incidente: solo quest’ultimo indossava la cintura di sicurezza.

La corsa di Paul venne definita da alcuni testimoni spericolata: semaforo rosso praticamente inesistente e corsa ad alta velocità con un’automobile vecchia e poco sicura in frenata (nel 2017 è stato annunciato che la macchina doveva essere rottamata due anni prima del terribile incidente, invece venne solamente riparata).

La fuga dai paparazzi e lo schianto nel tunnel de l’Alma a 120 chilometri orari

Proprio a causa dell’alta velocità e del tentativo di seminare i paparazzi, l’auto su cui viaggiavano Lady Diana e Dodi Al-Fayed finì contro il tredicesimo pilastro del tunnel de l’Alma, dopo aver urtato una Fiat Uno bianca. Uno schianto tremendo avvenuto probabilmente alla velocità di 120 chilometri orari. Furono tre famosi paparazzi a giungere per primi sul luogo dell’incidente: Romuald Rat, Jacques Longevin e Christian Martinez. Ovviamente scattarono delle foto, ma nessuna di queste è mai stata pubblicata.

Nove paparazzi e un motociclista, che portava in sella uno di loro, vennero accusati di omicidio involontario e omissione di soccorso.

Due anni dopo sono stati scagionati in quanto, secondo il magistrato, Lady Diana e Dodi Al-Fayed persero la vita a causa dello stato di ebbrezza dell’autista Henri Paul, anche lui deceduto nell’incidente. Secondo il giudice istruttore francese Hervè Stephan non era stato formalmente individuato un preciso collegamento tra il sinistro e le persone inquisite.

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