Elisa Mazzucchelli, volto televisivo e grande appassionata di motori, ha trasformato una passione nata da bambina – quando il padre le trasmise l’amore per la velocità – in una carriera nel mondo del motorsport. Oggi conduce Rally Dreamer TV su Sportitalia e non nasconde il suo tifo per la Sampdoria. In questa intervista rilasciata a Blasting News ripercorre il suo percorso, racconta il presente e guarda alle sfide future.

Mazzucchelli: ‘Rally Dreamer TV nasce dalla voglia di portare il pubblico dentro il cuore del motorsport’

Elisa, lei conduce Rally Dreamer TV su Sportitalia.

Come è nato questo progetto e cosa rappresenta per lei raccontare le emozioni dei piloti, spesso vissute sotto pressione e in condizioni estreme?

Rally Dreamer TV nasce dal desiderio di portare il pubblico dentro il cuore del motorsport, non solo sul piano tecnico ma anche su quello emotivo. Raccontare queste emozioni è un privilegio, perché significa dare voce a ciò che spesso rimane nascosto dietro un casco e un cronometro. Dall’inizio come inviata sulle prove speciali fino a oggi come conduttrice, sono felice di aver portato un po’ di rally nelle case degli italiani.

Ha scelto di vivere il motorsport anche da protagonista, ottenendo la licenza per competere sia nel motociclismo velocità sia nei rally.

Cosa l’ha spinta a fare questo passo e quanto è stato determinante per raccontare con maggiore autenticità ciò che accade in gara?

Ho sempre pensato che per comprendere fino in fondo le corse fosse necessario viverle in prima persona. Ottenere la licenza è stato un atto d’amore verso questo sport e anche un modo per dare autenticità a ciò che racconto. Quando ti trovi in griglia o in prova speciale percepisci davvero cosa significhi affrontare la velocità, la tensione e la concentrazione. Questo mi permette di trasmettere al pubblico sensazioni più autentiche.

Ha vissuto il mondo delle corse sia da conduttrice sia da pilota. Quanto è diverso raccontarlo dall’esterno e viverlo invece dall’interno della tuta, con casco e guanti?

Da fuori analizzi e osservi, da dentro lo vivi con il cuore che batte a mille: è un’esperienza totalizzante. La verità è che queste due prospettive si completano: raccontare mi aiuta a essere più lucida, correre mi dà la sensibilità di chi sa cosa significa davvero affrontare una curva al limite.

Il motorsport resta ancora oggi un ambiente a prevalenza maschile. Ha mai percepito pregiudizi o ostacoli legati al genere? E, in caso affermativo, come li ha affrontati e superati?

Sì, i pregiudizi ci sono stati e ci sono tuttora. Credo però che la miglior risposta sia la professionalità e la costanza. Non mi sono mai fermata davanti a uno sguardo scettico: ho sempre preferito lavorare il doppio per dimostrare che una donna ha tutto il diritto di stare in questo mondo.

Con il tempo i risultati parlano più forte delle parole. Molto spesso, però, gli ostacoli arrivano direttamente da altre donne, ed è questo l’aspetto che mi spaventa di più.

Dal 2025 è amministratrice unica di Joy Agency SRLS, un'agenzia specializzata nella gestione di eventi, talenti e comunicazione. Cosa l’ha spinta a fondare questa agenzia e quali sono i valori fondamentali che vuole trasmettere attraverso i servizi offerti?

Sentivo il bisogno di creare qualcosa che mi rappresentasse al 100%. Joy significa gioia, ed è ciò che voglio trasmettere in ogni progetto: entusiasmo, serietà e passione. La comunicazione e lo sport sono linguaggi universali e, attraverso l’agenzia, voglio unire creatività e professionalità, con un tocco umano che per me resta fondamentale.

L’agenzia opera anche nel motorsport con un team ufficiale nel CIV 2025, Joy Racing. Qual è la missione alla base di questo progetto e quali obiettivi concreti vi siete posti per la stagione in corso?

Joy Racing è un sogno diventato realtà. La nostra missione è dare spazio ai giovani talenti e creare un ambiente in cui crescita sportiva e personale vadano di pari passo. Per questa stagione puntiamo a consolidarci, fare esperienza e gettare basi solide per diventare un team di riferimento. Non solo risultati, ma anche un nuovo modo di vivere e raccontare il paddock.

Fuori dalle corse e dagli studi televisivi, chi è Elisa Mazzucchelli? Come trascorre il suo tempo libero quando non è impegnata tra motori e lavoro?

Sono una ragazza semplice. Amo stare con la mia famiglia e con gli amici, viaggiare e scoprire posti nuovi. Lo sport resta una costante, ma mi piace anche godermi i momenti più tranquilli: un buon libro, una cena in compagnia, una passeggiata all’aria aperta o un giro con la mia barchetta sul lago. Sono quegli attimi che mi ricaricano davvero.

Elisa: ‘La Sampdoria per me è casa’

È noto che lei sia una grande tifosa della Sampdoria. Cosa rappresenta per lei il calcio e, in particolare, questa squadra che storicamente ha saputo regalare emozioni intense ai propri sostenitori?

La Sampdoria per me è casa, è appartenenza. Essere sampdoriana significa amare anche nei momenti difficili, lottare e non arrendersi mai.

È una fede che va oltre i risultati: è identità, è orgoglio. Fa parte di me da sempre.

C’è un ricordo legato alla Sampdoria che custodisce con particolare affetto, magari vissuto da bambina o sugli spalti dello stadio?

Mio papà era milanista, quindi non ho avuto il piacere di cantare con appartenenza il coro "che squadra tieni come mio papà". Io ho scelto la Sampdoria a 11 anni, poco dopo la sua scomparsa. Ricordo ancora la prima volta allo stadio: i cori, i colori, l’emozione di vedere la Samp dal vivo. Quei momenti hanno acceso in me una passione che non si è mai spenta. Ogni volta che entro al Ferraris rivivo quella magia.

La Sampdoria sta attraversando un momento difficile: la retrocessione sul campo lo scorso anno, la salvezza quasi miracolosa ai playout e, quest’anno, un avvio complicato.

Come sta vivendo questa fase così delicata da tifosa appassionata e competente?

Con sofferenza, ma anche con speranza. Essere doriana significa non mollare mai, neppure nei momenti più bui. So che ricostruire non è facile e non sarà immediato, ma io ci credo.

Sul futuro: ‘Mi immagino ancora immersa nel motorsport e nella comunicazione’

Guardando al futuro, dove si immagina Elisa Mazzucchelli nei prossimi cinque anni? Quali obiettivi personali e professionali vorrebbe realizzare?

Mi immagino ancora immersa nel motorsport e nella comunicazione, ma con progetti sempre più grandi e maturi. Vorrei che Joy Agency crescesse, che Joy Racing diventasse un punto di riferimento e che io potessi continuare a raccontare storie autentiche.

Sul piano personale sogno un equilibrio che mi consenta di vivere con la stessa intensità lavoro e affetti.

C’è un sogno nel cassetto, magari anche un po’ folle, che non ha ancora realizzato ma al quale non intende rinunciare?

Il sogno folle sarebbe correre una grande gara internazionale, magari una Dakar o una 24 Ore. È un’idea che mi emoziona solo a dirla, ma chissà: nella vita non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni.

Può anticiparci se c’è un nuovo progetto in arrivo, magari legato al mondo dei motori o della comunicazione, di cui può svelare qualcosa in anteprima?

Posso solo dire che stiamo lavorando a un nuovo format che unirà motorsport e storytelling in una maniera un po’ diversa dal solito.

Non voglio svelare troppo, ma sarà un progetto che racconterà i motori con uno sguardo molto più umano.

E infine, una domanda più personale: che posto occupa oggi l’amore nella sua vita? È più difficile trovare l’equilibrio tra sentimenti e carriera o mantenere una moto in piega in curva?

Direi che entrambe le cose richiedono equilibrio, coraggio e fiducia. L’amore per me è fondamentale, perché dà senso e colore a tutto il resto. Non è sempre facile conciliarlo con una vita piena di impegni e viaggi, ma quando c’è la persona giusta diventa la forza più grande.