Michele Rech, noto come Zerocalcare, ha risposto pubblicamente alle recenti polemiche riguardanti i compensi dei lavoratori della sua nuova serie animata, 'Due spicci', lanciata il 27 maggio su Netflix. La questione ha rapidamente acquisito risonanza, coinvolgendo un'interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri, la casa di produzione Movimenti Production, le associazioni di settore Cartoon Italia e il presidente di Anica, Alessandro Usai. L'artista romano ha scelto Instagram per esprimere il suo punto di vista, affermando in dialetto romanesco: “A me pare assurdo che nessuno ha mai pensato di scrivermi e di chiedermi una mano”.
Ha aggiunto di essersi “accollato qualsiasi causa in questi anni”, ribadendo che “figurati se non lo facevo per una cosa che ha addosso il nome mio”. Le sue dichiarazioni evidenziano la complessità del dibattito sul ruolo dell'autore nelle dinamiche produttive.
La discussione è scaturita da alcune segnalazioni anonime diffuse sui social, in cui collaboratori della serie avrebbero denunciato compensi molto bassi e ritmi di lavoro particolarmente intensi. A queste accuse si è aggiunta l'interrogazione parlamentare promossa da Gasparri, che Zerocalcare ha criticato come strumentalizzazione politica: “Gasparri che fa il giustiziere in Parlamento e poi vota contro il salario minimo”. La casa di produzione Movimenti Production ha prontamente respinto le accuse, definendole “diffamatorie” e annunciando possibili azioni legali.
Nel suo video, Zerocalcare ha riconosciuto che molte delle problematiche sollevate sono reali e riguardano l'intero settore dell'animazione e del lavoro precario, proponendo una riflessione collettiva su strumenti come un osservatorio del lavoro o sistemi di rating delle produzioni virtuose.
Il ruolo di Zerocalcare nella produzione
Nel video, Zerocalcare ha chiarito il suo ruolo, precisando di non avere alcuna responsabilità nella gestione dei contratti o dei compensi. “Io sono l’autore della serie: scrivo la storia, disegno i personaggi e doppio le voci. Non sono io che assumo, decido o pago chi lavora alla produzione e non ho accesso alle informazioni su budget e contratti”, ha spiegato. L'artista ha inoltre sottolineato di aver incontrato solo sporadicamente i collaboratori in studio e di non aver mai ricevuto da loro segnalazioni dirette di disagio: “Quelle due o tre volte che li ho incontrati allo studio, nessuno mi ha mai esposto una lamentela o mi ha detto di stare lavorando in una situazione critica”.
Ha ribadito che, se fosse stato contattato, avrebbe potuto agire come un alleato a tutela dei lavoratori.
Le posizioni espresse da Zerocalcare evidenziano come il dibattito sui diritti e le condizioni degli operatori dell’animazione rimanga aperto e complesso, specialmente in produzioni di grande visibilità come quelle targate Netflix Italia. L'artista, pur rivendicando la sua estraneità alle decisioni produttive, ha offerto la piena disponibilità a sostenere iniziative collettive volte a promuovere maggiore trasparenza e tutela all'interno del settore.
Solidarietà e prospettive per il settore
A seguito della vicenda, Zerocalcare e la casa di produzione Movimenti Production hanno ricevuto attestati di solidarietà da parte di importanti associazioni del settore, tra cui ASIFA Italia e CartoonItalia.
Queste organizzazioni, che rappresentano professionisti e studi d'animazione a livello nazionale, hanno riconosciuto il significativo contributo dell'artista e delle società coinvolte alla crescita dell'animazione italiana negli ultimi anni. Anche DogHead Animation, uno degli studi che hanno contribuito alla serie, è stata menzionata come realtà virtuosa del comparto.
La serie 'Due spicci', ultima proposta animata dell'autore romano già noto per successi come 'Strappare lungo i bordi', conferma la collaborazione tra Netflix e l'animazione italiana. La polemica riaccende il confronto sulle condizioni di lavoro nell'industria creativa nazionale, un tema che, come suggerito dallo stesso Zerocalcare, richiede strumenti di monitoraggio e un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte.
L'obiettivo è valorizzare la qualità della produzione e garantire la tutela dei lavoratori. L'apertura a tavoli di lavoro e iniziative condivise è considerata da associazioni di categoria e operatori una strada essenziale per il rafforzamento del settore animazione in Italia.