Nell’immaginario collettivo il viaggio di affari coincide con spostamenti aerei o ferroviari quasi sempre in prima classe, oltre che con Hotel, uffici e sale conferenze moderni e lussuosi. Ma non è così, o almeno non lo è più da alcuni anni a questa parte. Secondo un’indagine condotta da Regus, multinazionale che si occupa di fornire ‘spazi di lavoro flessibili’, uno dei tanti effetti della globalizzazione è la riduzione della qualità dei viaggi che si devono affrontare ‘per lavoro’, sia in termini di alloggio che di trasporti.

Trasporti

Fin quando l’affare si svolge sull’asse di due grandi città ben collegate e con infrastrutture all’avanguardia, il businessman non avrà grossi problemi - tenendo presenti i rischi legati al terrorismo internazionale .

Viaggerà su aerei o treni comodi e completerà il suo lavoro in uffici moderni e ben attrezzati. Ma quando l’affare si deve chiudere in una località più remota, dovrà prepararsi ad affrontare qualsiasi evenienza. Regus ha intervistato oltre 40 mila professionisti e manager di 100 paesi diversi, chiedendo i dettagli riguardanti gli spostamenti lavorativi. È emerso che se da una parte rimane comunque ‘abitudine’ viaggiare in prima classe, (su aerei e treni) o in auto moderne per spostamenti più brevi, dall’altra parte, in determinate situazioni, il lusso è pressoché inesistente. Tra le testimonianze più interessanti c’è quella di chi racconta di aver dovuto viaggiare in autocarri o su fuoristrada che percorrevano strade nemmeno coperte dall’asfalto, pur di raggiungere il luogo dove chiudere l’affare.

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Alloggi

Per quanto riguarda gli alloggi, alcuni resoconti evidenziano come lo stereotipo dell’uomo di affari che dorme in hotel di lusso sia ormai superato. C’è chi racconta di aver dormito in castelli, chi in capannoni industriali e chi perfino in un container in mezzo alla giungla. Oppure chi si è trovato costretto a dormire sulle panchine di aeroporti e/o stazioni per prendere un volo/treno che partiva alle prime luci dell’alba. A tutto ciò, nel caso degli spostamenti aerei, si aggiungono anche gli effetti negativi sul corpo causati dal diverso fuso orario.

Il commento

Mauro Mordini, country manager per Regus in Italia, ha commentato così i cambiamenti in atto nel settore dei viaggi ‘business’: “I viaggi di lavoro stanno aumentando ma stanno anche cambiando. Non sempre i manager e gli imprenditori hanno la possibilità di dormire in hotel di lusso o volare in prima classe. Molte volte devono semplicemente adattarsi all’ambiente in cui si trovano. E in posti remoti come i deserti o le giungle, la sicurezza è limitata: molti troveranno difficile lavorare la mattina seguente. Per questo è importante avere a disposizione un ambiente di lavoro idoneo per essere sempre produttivi”. #Viaggi Low Cost