Un nuovo intervento di un importante esponente politico straniero sul tema del #referendum costituzionale italiano è arrivato nelle scorse ore. Stiamo parlando in questo caso del Ministro degli Interni tedesco Thomas de Maizière, uno dei più stretti collaboratori di Angela Merkel nel governo della Germania ed anche esponente dello stesso partito della Cancelleria, ovvero la CDU. Si tratta di un esponente di primo piano della politica tedesca, essendo ormai dal 2005 membro del Governo federale, prima con la delega agli Affari Speciali, poi come ministro della Difesa e infine appunto come ministro degli Interni.

In un'intervista rilasciata a Sky Tg24 il ministro De Maizière ha risposto a un'esplicita domanda delle giornalista Maria Latella per la trasmissione "L'intervista", con le seguenti parole: "Quando la struttura parlamentare non è abbastanza efficiente è il popolo a dover intervenire. Riconosco il coraggio di Governo italiano nel voler cambiare la Costituzione e la struttura decisionale di questo paese. Potrà dare all'Italia un futuro migliore. Approvare un cambiamento del genere per il futuro è una decisione coraggiosa". Insomma un vero endorsement in piena regola a favore della riforma costituzionale promossa dal Governo Renzi, nonostante le frizioni delle ultime settimane fra Germania e Italia riguardanti i temi più strettamente economici.

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Il ministro degli Interni tedesco è poi passato a parlare di temi di sua stretta competenza, ovvero di #immigrazione e gestione dei flussi, esprimendosi anche su quanto il nostro paese sta facendo a riguardo nell'ultimo periodo: "L'onere dei rifugiati che grava sull'Italia non è tra i più alti: anche la Germania, la Svezia e l'Austria, se ne fanno carico. E’ anche vero che geograficamente l'Italia presenta dei confini esterni che comportano un onere particolare e nell'ambito della questione internazionale che riguarda i rifugiati, questo è qualcosa da cui non si può prescindere. D'altra parte anche la Germania deve far fronte ad altri svantaggi per la sua geografia".

Sicuramente si tratta di parole che, dopo quelle molto simili pronunciate da Barack Obama e da altri leaders politici internazionali nelle passate settimane, faranno piuttosto discutere nel bel mezzo di una campagna referendaria infuocata come quelle che l'Italia sta vivendo in queste settimana.

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#Matteo Renzi