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Nella puntata di 'In onda' su La7 questo martedì 5 settembre è intervenuto Pierluigi Bersani, uno dei leader di Articolo 1 - MDP [VIDEO], il quale è stato intervistato dai conduttori Luca Telese e David Parenzo. Ecco le parti principali di quello che ha detto.

Pierluigi Bersani parla delle prospettive del centrosinistra, dei rapporti con Alfano e con Pisapia

A una domanda precisa da parte dei conduttori su quali siano i rapporti con Giuliano Pisapia, Bersani ha risposto: "Il mio rapporto con lui è fra il buono e l'ottimo. Io voglio, e direi che anche lui vuole, un centrosinistra pulito, che delinei il suo campo e che parli di contenuti.

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Se invece per centrosinistra si intende anche Alfano e Schifani allora c'è qualche problema, ma non perché lo dico io, quanto invece perché lo dimostra il nostro popolo, che da ormai tre anni sta contribuendo alla sconfitta del centrosinistra non andando a votare". Prima di aggiungere: "Un conto è fare un compromesso o una proposta per fare un Governo, ma quando è ora ci presentarsi col proprio volto, soprattutto in Sicilia, davvero pensiamo che l'elettorato di #sinistra ci seguirebbe se dicessimo di andare con Alfano?".

Parlando dei rapporti interni al centrosinistra, Bersani ha aggiunto: "Basta guardare tutte le sconfitte elettorali del centrosinistra del 2015, del 2016 e del 2017 in città e situazioni nelle quali siamo pur andati uniti, ma il centrosinistra ha perso perché il 30% del nostro elettorato sta testardamente non andando a votare perché non si riconosce in un centrosinistra a tradizione del #Pd renziano.

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E noi per andare a recuperare questi voti gli andiamo a proporre Alfano? Lo dico con tutto il rispetto, ma se penso di fare un centrosinistra in questa chiave non ci siamo. E' ora che il centrosinistra tiri su le proprie bandiere, altrimenti la nostra gente o sta a casa o vota Grillo. Credo che Pisapia non possa essere in disaccordo con questo. E quindi penso che ci sia la prospettiva per una forza politica progressista che dobbiamo costruire da qui alle elezioni per riequilibrare le forze nel centrosinistra: perché noi faremo una forza che non va con la destra, per ragioni di chiarezza".

Parlando ancora delle perplessità espresse nelle ultime ore da Pisapia nel rapporto con MDP e sulle elezioni siciliane, Bersani ha detto: "Lui teme che in questi passaggi si perda di vista il fatto che vogliamo fare una forza di centrosinistra di ispirazione ulivista, questo è il progetto originario, e non invece un partito di testimonianza legato solo alla tradizione della sinistra classica. Ma noi siamo d'accordissimo su questo.

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Tuttavia in Sicilia è successo ben altro: noi avevamo proposto a Guerini del PD che tutte le componenti del centrosinistra si unissero per andare in discontinuità con Crocetta e per cercare una candidatura fuori dal recinto stretto del PD che interpretasse questo agglomerato; a queste condizioni noi ci saremmo stati. Il giorno dopo invece il PD ha fatto l'accordo con Alfano, ma non in Sicilia, bensì a Roma. Come mai Alfano vuol rischiare di perdere un pezzo dei suoi in Sicilia se non in nome del fatto che ha trovato qualche intesa sulle prospettive della legge elettorale? Sennò tutto questo non si spiega. Il PD invece della sinistra ha scelto Alfano, è questo il punto".

Bersani: 'Assieme alle norme securitarie di Minniti sarebbe servito lo Ius Soli'

Bersani si è soffermato anche sul tema dell'#immigrazione: "In questo momento in tutto il mondo si sta creando un clima favorevole alla destra, dalle migrazioni ai nazionalismi, ora bisogna che anche la sinistra tiri su le proprie bandiere. Se tutti i paesi europei avessero accolto i profughi i numeri sarebbero stati talmente irrisori che nessuno se ne sarebbe accordo. Forse come Italia su questo tema avremmo dovuto lasciare la sedia vuota a Bruxelles, come fece De Gaulle. Io a Minniti e al Governo in generale [VIDEO] rimprovero il fatto che nel momento in cui si sono fatte delle norme securitarie sarebbe stato necessario mettere nello stesso decreto anche lo Ius Soli e un minimo di regolarizzazione per i 400.000 fantasmi che stanno lavorando già qui e sono irregolari. Il rischio è che ammucchiamo psicologicamente un ragazzino nato qui e che ha fatto elementari e medie coi nostri figli, con quelli arrivati coi barconi: cosa penserà questo ragazzo da qui a quando compie 18 anni? Questo Governo prenda il coraggio e faccia lo Ius Soli, se dobbiamo andare in minoranza ci andremo".

Bersani: 'Più diritti nel lavoro e progressività fiscale'

Ma Bersani ha anche parlato di temi economici: "Lo Ius Soli andrebbe fatto di pari passo con i diritti del lavoro. Il lavoro per i giovani è ricattato e umiliato. Ora verranno a dirci nella Finanziaria che servono sgravi per i giovani, io dico: che li facciano strutturali spalmati per oltre un decennio, che quei soldi vengano poi restituiti se un'impresa licenzia e infine, ma perché un'imprenditore dovrebbe assumere quando ha invece la possibilità di fare tirocinii pagati 300 euro o di stage di laureati pagati 500 euro? Quindi se vogliono fare sgravi fiscali, spero che spazzino via un po' di questi tipi di contratto. L'Italia è l'unico paese in Europa in cui i laureati oggi guadagnano meno di 10 anni fa. Inoltre va abolito il super-ticket sulla sanità e serve la progressività fiscale. Io non voglio votare contro alla Manovra, abbiamo anche sempre votato a favore della Fiducia tranne sui voucher, però dobbiamo tenere ben fermi i nostri principi".