Il rapporto "Point Of No Return"presentato da Greenpeace illustra i rischi per l'ecosistema derivanti da 14 progettidi sfruttamento di fonti energetichefossili attualmente perseguiti da alcuni Stati. Progetti la cuirealizzazione comporterebbe un danno irreversibile in termini di cambiamentoclimatico, determinando complessivamente un aumento dei livelli di emissione di CO2 superioreai 6 miliardi di tonnellate annue entro il 2020. Questi in sintesi i 14progetti la cui realizzazione viene osteggiata da Greenpeace:
1) Australia: incremento dell'attività estrattiva di carbone che determineràuna crescita di emissioni di CO2 di 1.200 milioni di tonnellate annueentro il 2025.
2) Cina: incremento dell'attività estrattiva di carbone in cinqueprovincie del nord-ovest che determinerà un aumento delle emissioni di CO2di 1.400 milioni di tonnellate annue entro il 2015.
3) USA: nuovo piano sull'incremento dell'esportazione di carbone che dovrebbeportare ad un aumento delle emissioni di CO2 di 420 milioni ditonnellate l'anno entro il 2020.
4) Indonesia: piano di massiccia espansione delle esportazioni dicarbone dall'Isola di Kalimantan che porterà entro il 2020 ad un aumento annuo di460 milioni di tonnellate di CO2 rispetto al livello globale di emissione.
5) Canada: piano che prevede di triplicare il livello di produzione dipetrolio da sabbie bituminose portandolo fino a 4,5 milioni di bariligiornalieri, il che determinerà entro il 2035 un aumento delle emissioniglobali annue di CO2 di 706 milioni di tonnellate.
6) Artico: attività estrattiva, che oltre al danno diretto causatodalle trivellazioni, determinerà entro il 2020 un aumento di 520 milioni ditonnellate annue di CO2, che saliranno entro il 2030 fino a 1.200milioni di tonnellate.
7) Brasile: piano di estrazione dalle profondità dell'oceano di 4 milionidi barili al giorno di petrolio, aggiungendo 660 milioni di tonnellate di CO2alle emissioni annuali globali entro il 2035.
8) Golfo del Messico: piano che prevede di impiantare una nuovapiattaforma di trivellazione per ricavare ben 2,1 milioni di barili al giorno,che aumenteranno le emissioni globali di CO2 di 350 milioni di tonnellateannue.
9) Venezuela: le sabbie bituminose dell'Orinoco consentiranno diprodurre 2,3 milioni di barili di petrolio al giorno fino al 2035, aumentandoil livello globale di CO2 emessa di 350 milioni di tonnellate annue.
10) USA: entro il 2035 si avrà un incremento di 310 bilioni di m³ annui di gas ricavato da argille,il che aumenterà le emissioni di CO2 di 280 milioni di tonnellatel'anno entro il 2020.
11) Kazakhstan: dal Mar Caspio si ricaveranno ben 2,5 milioni di barilidi petrolio al giorno fino al 2025, con un aumento delle emissioni di CO2che arriverà a 290 milioni di tonnellate annue nel 2020.
12) Turkmenistan, Kazakhstan e Azerbaijan: incremento della produzionedi gas naturale nel Mar Caspio entro il 2020, aumento di 240 milioni ditonnellate annue di CO2 emessa.
13) Africa: si prevede di ricavare 64 bilioni di m³ di gas naturale, che salirannoentro il 2035 fino a 250 bilioni di m³,con un aumento dei livelli di emissione di CO2 entro il 2020 di 260milioni di tonnellate annue.
14) Iraq: incrementi della produzione di petrolio che porteranno entroil 2035 ad un aumento delle emissioni di CO2 che nel 2020 sarà di 420milioni di tonnellate annue.