La siccità globale è un problema che sta raggiungendo picchi elevati, la situazione è catastrofica in ampie regioni del mondo, soprattutto in Africa ed America Centrale. Secondo il World Economic Forum, in pochi anni la carenza di acqua interesserà il 40% del pianeta. Ma già oggi quasi un miliardo di persone non hanno accesso all'acqua potabile, e ciò implica un sottosviluppo economico in vaste aree del globo terrestre.
Un diritto ma non per tutti
Secondo l'ONU l'acqua non è una risorsa naturale, è un diritto umano. Tuttavia milioni di persone hanno un accesso estremamente limitato all'acqua potabile, a seguito della grande distanza tra il luogo di residenza e la sua fornitura, o per ragioni economiche.
Ogni giorno migliaia di bambini muoiono per malattie causate da questa situazione, come colera, tifo ma anche diarrea e disidratazione. Inutile dire che è il cosiddetto terzo mondo a pagare il prezzo più alto. Una larga percentuale di acqua utilizzata dall'uomo proviene da depositi sotterranei che hanno impiegato migliaia di anni a formarsi, e che oggi si stanno prosciugando velocemente.
Il business dell'acqua per affaristi senza scrupoli
Nonostante il grave problema che attanaglierà l'umanità nei prossimi anni, molti non sono affatto preoccupati, anzi. Secondo gli esperti di economia e del mercato azionario, l'acqua sarà il business del futuro. Sono già molte le ditte che investono nel prezioso liquido e numerosi i paesi che hanno intenzione di privatizzare le compagnie idriche.
Ma ridurre l'acqua a un normale business non arrecherà beneficio alle persone, come si è visto in Polonia, dove la privatizzazione ha portato all'aumento delle tariffe e anche alla riduzione delle spese per le infrastrutture. Di conseguenza, in tutto il mondo, è in atto una lotta tra società civile e compagnie private, contro la privatizzazione delle risorse idriche e per esigere il diritto dell'acqua come un fondamentale diritto umano. Un bene di tutti non si può trasformare in un bene di lusso.