Tutti uniti in difesa della Terra. I 150 leaderdei governi mondiali si sono ritrovati a Parigi per rinnovare un impegno condiviso ma non ancora del tutto inseguito: cooperare per arrestare lo stravolgimento del clima. Oggi che le catastrofi causate dal surriscaldamento e dall’inquinamento non sono più un’eccezione ma una drammatica realtà, i Paesi sono chiamati ad agire in fretta. A fare gli onori di casa Francois Hollande che ha voluto sottolineare come i mutamenti del clima, siano portatori di nuovi focolai di “guerra” e di migrazioni drammatiche dei popoli.
A chiamare alle proprie responsabilità i leader presenti, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki-moon: “Il futuro è nelle vostre mani insieme al benessere di questa e delle prossime generazioni”. A rispondere presente all’appello è stato Barack Obama che ha ammesso le responsabilità degli Stati Uniti in qualità di secondo Paese più inquinante del pianeta. “Siamo pronti ad agire - ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca - accantonando gli interessi a breve termine”. A dichiararsi pronta a raddoppiare entro il 2020 gli investimenti sulle energie rinnovabili, Angela Merkel. A ergersi infine a modello da seguire, Vladimir Putin: “La Russia è la prova concreta che la crescita economica può esserci nel rispetto dell’ambiente e con la riduzione dei consumi energetici”.