Non avrebbero potuto firmare in un giorno migliore, i grandi della Terra. A quattro mesi dalla Conferenza mondiale sul clima di Parigi - la cosiddetta COP21 - il palazzo di vetro dell'Onu ha ospitato 175 capi di Stato pronti a firmare l'accordo sul clima di Parigi. Le sfide climatiche ed energetiche che il mondo dovrà affrontare nei prossimi anni erano state messe nero su bianco nel trattato stilato lo scorso 12 dicembre alla fine della Ventunesimo Conferenza sui mutamenti climatici.

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Il momento, per dirla con le parole di Ban Ki Moon, segretario generale dell'Onu, è a dir poco storico. Le stesse parole di speranza sono state pronunciate - anzi, twittate - anche dal Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, che ha approfittato dell'incontro coi rappresentati di altri 174 paesi del mondo per lanciare un messaggio preciso alle generazioni future, "per i nostri figli e per i nostri nipoti". "L'Italia - ha aggiunto il premier Renzi, commentando la foto postata sul suo account Twitter - sarà protagonista di questo storico accordo".

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Un percorso difficile ma urgente

Centosettantacinque è un bel numero ma non è ancora sufficiente a cambiare il mondo. Il percorso iniziato oggi nel Palazzo di vetro, prima tappa di quanto coraggiosamente proposto in quel di Parigi, sarà sicuramente un percorso difficile ma destinato - allo stesso tempo - a incidere con forza sul futuro del pianeta. E' questo il motivo per cui Ban Ki Moon, all'apertura della cerimonia, non ha esitato a invitare i paesi assenti a "muoversi rapidamente per unirsi all'accordo a livello nazionale in modo che possa diventare operativo il più presto possibile".

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In ogni modo, ieri i rappresentati di 175 paesi arrivati a New York per firmare l'accordo hanno onorato l'Earth Day nel migliore dei modi. Il giorno dedicato alla salvaguardia del pianeta, tra le altre cose, ieri ha compiuto il suo quarantaseiesimo compleanno. Un giorno utile per prendere una posizione ben precisa e agire per evitare la devastazione del Pianeta e scrivere un futuro più roseo possibile per figli e nipoti, ha detto il premier italiano.

Pianeta, le parole non bastano

Al di là dei record della giornata - mai, prima di ieri, un accordo era stato firmato lo stesso giorno da un così alto numero di paesi - il Pianeta, più che di ogni altra cosa, adesso avrà bisogno di azioni, come ricordato da Leonardo Di Caprio. Sulla questione il presidente francese François Hollande è stato più che chiaro: "Bisogna tradurre l'accordo di Parigi in azioni per fare fronte all'emergenza''.

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Da qui l'invito a tutti i paesi europei (e non solo) a seguire l'esempio della Francia che, parola di Hollande, ce la metterà tutta per far approvare il trattato prima dell'estate.

Cinquantacinque: è questo il numero perfetto che dovrà essere raggiunto in termini di ratifiche e approvazioni per permettere all'accordo di entrare ufficialmente in vigore a partire dal 2020. Adesso ogni giorno sarà importante per contrastare il riscaldamento del pianeta e tentare di limitare la temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.

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