L'acqua potabile è una risorsa naturale primaria destinata al consumo e alla sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. I vari processi di potabilizzazione delle acque la rendono migliore; per esempio la aggiunta di cloro compie un'azione disinfettante, il calcio aiuta ad alzare il livello del pH. Ciò premesso torniamo negli Stati Uniti dove sembra scoppiare un nuovo caso dell'acqua contaminata dal cromo esavalente. Il film magistralmente interpretato da Julia Roberts, racconta come l'attivista ambientale Erin Brockovich combatte arduamente contro la Pacific Gas and Electric Company (PG&E) della California. Nelle ultime settimane la Environmental Working Group ha realizzato uno studio su vasti campioni di acque fornite dall'agenzia federale per l'Ambiente riscontrando una drammatica presenza della sostanza altamente cancerogena.

Pubblicità

Cos'è il cromo esavalente?

Il cromo è un metallo duro, lucido, di colore grigio acciaio, facilmente lucidante, fonde con difficoltà ed è molto resistente alla corrosione. Uno degli stadi si chiama per l'appunto esavalente, un potente ossidante utilizzato in metallurgia, per smalti e vernici, nella cromatura, come catalizzatore, ecc. Questo metallo è molto solubile in acqua e quando raggiunge le falde si sposta facilmente creando estesi fiumi di contaminazione, rendendolo altamente pericoloso per l'ambiente, nonché tossico e cancerogeno per l'uomo. Secondo i ricercatori il cromo esavalente è pericoloso se supera la soglia critica di 0,02 milligrammi per litro d'acqua.

Il rapporto della EWG denuncia che tale soglia sia stata superata in due terzi del territorio americano. 

Che acqua beviamo in Italia?

La Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale continua a rivedere al ribasso il limite massimo di concentrazione di cromo esavalente nelle falde acquifere. Ad oggi l'unico limite per le acque potabili è di 5 microgrammi per litro e ritenuto sufficientemente protettivo dall'OMS. Il consiglio degli esperti del settore è quella dell'istallazione di appositi depuratori.

Pubblicità