Oltre il danno, la beffa. Beffa annunciata tra l'altro, conseguenza dei continui superamenti dei valori minimi autorizzati in tema di qualità dell'aria. Il nostro paese è infatti da anni nel mirino della Corte di Giustizia europea, per le ripetute violazioni relative all'incapacità di scendere al di sotto del cosiddetto livello di sicurezza. Questa scarsa incisività ambientale ha fatto piombare il nostro paese fra gli ultimi in classifica in ordine alle emissioni di polveri sottili, davanti alle sole Bulgaria e Polonia.

Essendo le probabili sanzioni di entità molto elevata, nasce spontanea una riflessione su quello che sia il male minore.

E' indubbio che l'Italia non reggerebbe all'impatto di quella che già è definita "la madre di tutte le sanzioni", quantificata addirittura in un miliardo di euro, ma che valore dare allora al depauperamento in ordine alla salute, che si concretizza senza tema di smentita in troppe morti premature e morbi cronici invalidanti? Lo scoramento a fronte di un ingente pagamento, non dovrà diventare un termine di paragone con le morti e le malattie da inquinamento causate dalle particelle Pm 10, denominate ormai polveri sottili killer.

Quali le città meno virtuose in Italia? I dati relativi a tutto il 2015 vedono in pole position le virtuose capitali del Nord, Torino e Milano. Ben vengano le ordinanze anti inquinamento attive oramai nelle città più inquinate, messe in campo per limitare la circolazione dei veicoli responsabile del 40 per cento del biossido di azoto immesso in atmosfera.

Anche e soprattutto per dare una risposta concreta alle richieste, giunte e in procinto di arrivare dall'Europa alla capitale, volte ad una rapida correzione dei continui sforamenti. Compito arduo per il nostro paese sarà riuscire a convincere sulla capacità di ridurre le emissioni nocive. La difficoltà è figlia di numerosi fattori, l'intricata suddivisione di competenze fra stato e regione, ad esempio, il mancato recepimento delle norme UE, l'enorme sforzo economico necessario per rinnovare il vetusto parco auto e le strutture industriali.

Su tutti poi, triste caratteristica che accomuna tutti i paesi dell'unione, il sistematico mancato rispetto di leggi e normative già esistenti e votate dagli stessi governi. Speriamo che piova.

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