Da parecchi giorni si sta parlando di una possibile nevicata in pianura padana. Nel susseguirsi dei vari "run", ovvero delle "corse modellistiche" (quattro emissioni giornaliere per GFS, mentre due per ECMWF) si è assistito ad emissioni contrastanti tra di loro. Quando la situazione non appare chiara nel ripetersi dei vari run modellistici, entrano in gioco altri fattori per le previsioni, come l'esperienza del meteorologo o altri indici da tenere in considerazione.

Analisi sinottica

Innanzitutto bisogna analizzare la situazione a livello sinottico. Nelle ultime ore stiamo assistendo all'ingresso di una veloce perturbazione di origine artica, accompagnata da aria piuttosto fredda di tipo artico-marittima. Già nella giornata di domenica, la perturbazione sarà scivolata via lungo la dorsale appenninica. L'effetto principale, per il Nord Italia, sarà il depositarsi di un serbatoio di aria fredda nei bassi strati, il noto "cuscinetto freddo".

La pianura padana sarà, dunque, ricolma di aria fredda nei bassi strati. Dal punto di vista barico, tale configurazione è conosciuta come "naso padano".

Tra domenica 10 e lunedì 11 dicembre, una perturbazione con minimo barico centrato sulla Francia attiverà forti correnti di Libeccio su tutta l'Italia settentrionale: un flusso umido e mite investirà, dunque, dapprima il Nord-Ovest e a seguire il Nord-Est.

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Previsioni Meteo

Pianura padana e gelicidio

La situazione che si innescherà tra domenica pomeriggio e lunedì sarà, per la pianura padana, garanzia di precipitazioni anche abbondanti. Per il Nord Italia, i flussi umidi di Libeccio o di Scirocco sono da sempre le configurazioni ideali per accumuli notevoli. Chi spera in una nevicata in pianura, molto probabilmente rimarrà deluso: il "cuscinetto freddo" è troppo "pellicolare".

Analizzando la situazione a tre diversi livelli isobarici, ovvero dagli 850 hPa fino alla pressione al suolo, appare evidente come lo spessore del "serbatoio freddo" risulti inadeguato per una nevicata fino in pianura.

Le condizioni migliori saranno al Nord-Ovest dove, grazie alle Alpi e alla Liguria, il Piemonte rimarrà protetto dalle correnti libecciali. Tuttavia questa regione dovrebbe rimanere in ombra pluviometrica, quindi in assenza di precipitazioni.

Lombardia, Veneto e anche Emilia settentrionale vedranno, invece, molto probabilmente il fenomeno del "gelicidio", conosciuto anche come "pioggia congelantesi".

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