I dati dell'Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica non mentono: il 2018 sarà la pietra angolare della strada per il surriscaldamento globale. Con i loro 14,5 gradi centigradi di temperatura media, gli ultimi mesi sono stati i più caldi dal 1880, anno dal quale si raccolgono questi riscontri. L'aumento di temperatura più rimarcabile si è riscontrato in America Latina, Europa centrale, Russia orientale, dove le temperature si sono mantenute costantemente superiori alla media.

Il dato

Inoltre, il periodo tra gennaio e aprile 2018 è stato di 0,76 gradi superiore alla media del XX secolo, diventando il primo trimestre dell'anno con la quinta temperatura più alta dei record storici.

La temperatura media sulla terra era di 1,13 gradi sopra quella di riferimento del XX secolo e sugli oceani la superava di 0,65 gradi.

Secondo Teresa Ribera, esperta di cambiamenti climatici e direttrice dell'Istituto per lo sviluppo sostenibile e le relazioni internazionali, nessuno nato dal 1985 ha vissuto un mese al di sotto della temperatura media globale del XX secolo. Si tratta dell'ennesimo richiamo all'attenzione sulla deriva del pianeta, in un contesto di cambiamento globale dei suoi cicli sempre più notevole e una comunità internazionale in attesa delle velleità di Donald Trump.

Bisogna ridurre le emissioni

In aggiunta, Teresa Ribera afferma che siamo destinati inesorabilmente a subire le conseguenze di questo cambiamento climatico, ma l'intensità dipende da noi.

Se si tiene conto dell'aumento della velocità con cui le concentrazioni di CO2 nell'atmosfera aumentano, l'esito potrebbe essere nefasto. Lo scorso anno, le emissioni globali di CO2 legate all'energia sono salite al massimo storico di 32,5 gigatoni, a causa dell'aumento della domanda di energia e della decelerazione dei miglioramenti nell'efficienza energetica.

In questo contesto risulta preoccupante la lentezza con cui si sta fornendo una risposta alla richiesta di riduzione delle emissioni in seno a un aumento dell'efficienza energetica. Siamo ancora lontani dall'emanciparci dalla soluzione energetica del combustibile fossile. In più, ci troviamo ad affrontare il paradossale scetticismo del Presidente degli Stati Uniti sul cambiamento climatico.

Non si risolverà da un giorno all'altro, ma il ritardo che si sta accumulando pone in progressiva difficoltà ogni possibilità di soluzione.