Si tratta di una scoperta medica rivoluzionaria, specialmente in un pianeta in cui l’inquinamento dei rifiuti pericolosi, in primis i farmaci, è considerato un problema grave quanto il surriscaldamento globale.

La pianta amica dell’ambiente

Madre Natura ha sempre delle sorprese in serbo per gli esseri umani, e tale scoperta ne è un esempio eclatante. Si tratta, in particolare, di pioppi che mangiano letteralmente i prodotti farmacologici. Il processo comincia con l’assorbimento dei rifiuti attraverso le radici delle piante, e si completa con la totale scomparsa degli stessi. Ciò può miracolosamente avvenire sulla base di un processo selettivo, che consentirà di piantare gli alberi negli impianti di smaltimento dei rifiuti pericolosi.

Il suo nome è pioppo bianco, ed era già conosciuto nel mondo scientifico per le sue doti più uniche che rare: questa specie vegetale, infatti, è in grado di assorbire naturalmente metalli pesanti e altre sostanze normalmente non biodegradabili. Con le giuste modifiche e le giuste ricerche, il pioppo bianco potrebbe essere “potenziato” per assorbire senza problemi anche rifiuti più degradanti per l’ambiente, come quelli farmacologici; in primis, è il diclofenac- un principio attivo presente in gran parte degli anti-infiammatori- a dare maggiormente problemi, in quanto si trova in quantità enormi nelle acque nere scaricate dalle grandi città, segno del fatto che non sempre i cittadini buttano con coscienza i propri medicinali.

L’inizio delle ricerche

Questi “super-pioppi” sono frutto di attente ricerche avvenute sulla penisola, in collaborazione con l’Istituto della scuola superiore Sant’Anna, a Pisa, e con il sostegno del Centro di ricerca Helmoltz, con sede a Monaco. Lo studio, redatto da entrambi gli istituti di ricerca, è stato pubblicato su “Science of The Total Environment”, un magazine internazionale destinato proprio ad accertare la possibilità di mettere in atto simili ricerche.

Da anni, ormai, il team di Sant’Anna studia approfonditamente il ruolo delle piante contro l’inquinamento organico delle acque e del suolo, e la capacità del pioppo bianco potrebbe rivelarsi finalmente il tassello fondamentale di questa ricerca agraria. “La comprensione di come i vegetali reagiscano ai rifiuti organici non può che essere un grande passo per la comunità scientifica.

Può consentirci di eliminare l’inquinamento in modo del tutto pulito” ha dichiarato Luca Sebastiani, rettore della Scuola di Sant’Anna. Che prosegue dicendo che “il passo successivo sarà la sperimentazione diretta, ma ciò potrà avvenire solo in base ai finanziamenti che riceveremo”.

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