Nel 2025, l'Europa ha registrato un anno di temperature elevate e impatti climatici diffusi, con almeno il 95% del continente interessato da valori annuali superiori alla media. Questa tendenza emerge chiaramente dal rapporto “Situazione europea del clima 2025”, un'analisi congiunta del servizio meteo della Ue, Copernicus, e dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo). Il documento, pubblicato il 29 aprile 2026, sottolinea come il continente sia stato interessato da condizioni climatiche particolarmente anomale, con effetti tangibili che hanno riguardato sia le regioni artiche sia quelle mediterranee, evidenziando una vulnerabilità diffusa.
Il rapporto evidenzia una ondata di calore della durata record di tre settimane che ha colpito la Fennoscandia sub-artica, con temperature che, all'interno del Circolo Polare Artico, hanno superato i 30°C. I ghiacciai di tutte le regioni europee hanno subito una perdita netta di massa, con l'Islanda che ha registrato la sua seconda maggiore perdita di ghiaccio. La copertura nevosa è risultata inferiore del 31% rispetto alla media, mentre la calotta glaciale della Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate di ghiaccio.
Clima marino, incendi e risorse idriche
L'analisi rivela inoltre che la temperatura superficiale del mare nella regione europea ha raggiunto il livello più alto mai registrato, con l'86% dell'area che ha sperimentato almeno ondate di calore marine classificate come "forti".
Gli incendi hanno bruciato circa 1.034.550 ettari, la superficie più vasta mai registrata in Europa. Parallelamente, il 70% dei fiumi europei ha mostrato flussi annuali inferiori alla media, segnalando condizioni di siccità diffuse su larga scala.
Transizione energetica e tutela della biodiversità
In un contesto di sfide climatiche, il 2025 ha visto le fonti rinnovabili fornire quasi la metà (46,4%) dell'elettricità prodotta in Europa, con l'energia solare che ha raggiunto un record pari al 12,5%. Il rapporto sottolinea anche che la biodiversità europea è sotto seria minaccia a causa dei cambiamenti climatici, spingendo verso una maggiore integrazione delle tematiche ambientali nelle politiche continentali.
Questi dati confermano la tendenza al riscaldamento rapido dell’Europa e i suoi effetti su ecosistemi, società e infrastrutture, rendendo urgenti azioni concrete per la mitigazione e l'adattamento, al fine di affrontare le crescenti sfide poste dal cambiamento climatico.