Il Consorzio iNEST, guidato dall’Università Iuav di Venezia, sviluppa progetti innovativi per l’edilizia sostenibile nel Nord Est, con focus sul riutilizzo degli scarti di lavorazione del vetro di Murano. L'iniziativa rientra nello Spoke 4 del consorzio, dedicato a “città, architettura e design sostenibile”, e coinvolge nove università e due enti di ricerca da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento. Il progetto ‘Remu-Revero Murano’ è chiave: trasforma il vetro di scarto in una pasta modellabile a temperatura ambiente, consentendo la creazione di lastre e superfici monomateriche senza fusione ad alte temperature e riducendo consumi energetici ed emissioni.

Materiale innovativo per l'edilizia

Il materiale, da scarti di vetro non riciclabili, è una pasta facilmente lavorabile a temperatura ambiente tramite rullatura e iniezione. È possibile la stampa 3D con estrusore per produrre oggetti o rivestimenti d’arredamento. Gli elementi realizzati sono monomaterici, resistenti ad agenti chimici e atmosferici, con buona resistenza meccanica e traslucenza.

Il comparto del vetro di Murano genera mille tonnellate di scarti all'anno, smaltiti come rifiuti speciali con costi elevati. Il nuovo processo brevettato consente la rivalorizzazione economica e ambientale di questi materiali, trasformando un onere in risorsa e promuovendo l'economia circolare.

Sinergie e prospettive del Consorzio iNEST

I progetti sono stati realizzati grazie a partnership con imprese locali e finanziamenti PNRR, integrati da risorse della Regione del Veneto e 880mila euro da fondi PR FESR per sei progetti di ricerca. Oltre al recupero del vetro, le iniziative del consorzio si estendono alla progettazione di endoscheletri ingegnerizzati in legno di Paulownia per la rigenerazione di edifici e a soluzioni per ridurre lo spreco nella lavorazione della pietra. Il Consorzio iNEST prosegue per diffondere pratiche sostenibili e innovative nell'edilizia e nella gestione dei materiali di scarto nel Nord Est.