La Confagricoltura Salerno ha lanciato un allarme significativo, denunciando la crescente emergenza causata dalla proliferazione dei cinghiali nella provincia. Una lettera, firmata dal presidente Antonio Costantino e datata 3 agosto 2026, è stata indirizzata al presidente della Provincia di Salerno, al Prefetto, agli Ambiti Territoriali di Caccia competenti e all’assessora all’Agricoltura della Regione Campania. Il documento evidenzia come la presenza incontrollata di questi animali stia provocando gravissimi danni alle aziende agricole del territorio, con ripercussioni particolarmente severe sui comparti corilicolo, olivicolo, vitivinicolo, ortofrutticolo e zootecnico.
La situazione, come sottolineato nella comunicazione, "ha ormai superato la soglia dell’ordinarietà". Numerose imprese agricole stanno infatti subendo perdite economiche rilevanti, la distruzione delle produzioni, danni ingenti alle infrastrutture rurali e crescenti rischi per la sicurezza sia degli operatori agricoli sia dei cittadini. A ciò si aggiungono i frequenti incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. Per fronteggiare questa criticità, Confagricoltura Salerno richiede l’adozione urgente di misure straordinarie e coordinate. Tra queste, si sollecita il rafforzamento dei piani di controllo e contenimento, l’accelerazione delle procedure di indennizzo, il potenziamento delle attività degli enti competenti e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che coinvolga le organizzazioni agricole, la Regione Campania, le Prefetture, gli ATC e gli enti gestori del territorio.
L'impatto economico e i rischi per la sicurezza pubblica
Le aziende agricole salernitane si trovano ad affrontare non solo ingenti perdite economiche e la compromissione delle infrastrutture rurali a causa dell’aumento della popolazione di cinghiali, ma anche un tangibile incremento degli incidenti stradali. Questi eventi, provocati dalla fauna selvatica, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza pubblica e per l’incolumità degli operatori del settore agricolo.
Confagricoltura Salerno propone inoltre una ricognizione tecnica puntuale delle aree maggiormente colpite, con l’obiettivo di programmare interventi efficaci basati su dati oggettivi e supportati da adeguate risorse finanziarie.
L’associazione ha confermato la propria piena disponibilità a collaborare attivamente con tutte le istituzioni coinvolte per individuare soluzioni rapide ed efficaci, ribadendo con forza che la tutela dell’agricoltura costituisce un interesse pubblico primario per l’economia, l’ambiente e la salvaguardia del presidio umano nelle aree rurali.
Il quadro regionale: dati ISPRA e piano di contenimento
Il problema dei danni da fauna selvatica si estende a livello regionale. Una relazione dell’ISPRA, basata sui dati raccolti tra il 2021 e il 2024, rivela un aumento significativo dei danni in Campania. La regione è passata da oltre 2 milioni e 88 mila euro di danni nel 2021 a circa 4 milioni e 900 mila euro nel 2024.
Questa crescita esponenziale è riconducibile in larga parte ai cinghiali, responsabili di gravi danni alle colture su tutto il territorio regionale. La Regione Campania, in risposta a questa emergenza, ha previsto l’abbattimento di 13 mila cinghiali, basandosi su uno studio condotto dal CRIUV, e ha avviato un piano operativo per il selecontrollo degli ungulati, mirato a contenere la loro presenza anche nei centri abitati e a prevenire ulteriori danni alle aziende agricole e zootecniche.
In questo contesto, Confagricoltura Campania ed EPS Campania hanno sollecitato l’istituzione di tavoli tecnici provinciali e sub-provinciali, ritenuti essenziali per una gestione puntuale e coordinata del piano di selecontrollo.
Le federazioni regionali sottolineano l’importanza di basare gli interventi su criteri scientifici e su una strategia di prevenzione capillare. L’abbattimento, viene specificato, deve essere selettivo: priorità ai cinghiali che arrecano danni alle colture e causano incidenti stradali, con la possibilità di escludere i ceppi che vivono stabilmente nel proprio habitat naturale. Le organizzazioni agricole offrono inoltre un supporto concreto: tramite i loro operatori qualificati presenti sul territorio, è possibile raccogliere le segnalazioni sulla presenza dei cinghiali, garantendo così interventi mirati e tempestivi da parte dei selecontrollori. Questo approccio mira a fornire un servizio reale agli agricoltori, agendo prima che la presenza dei cinghiali si traduca in danni irreversibili.