Dove sono finite le farfalle? È una domanda che può essere venuta in mente a molti, osservando un giardino, un prato o una passeggiata in campagna. Quelle macchie colorate che un tempo sembravano comparire ovunque oggi, almeno in molte zone, sembrano decisamente più rare.
Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA), tra il 1991 e il 2024 l'indice relativo a 17 specie di farfalle tipiche dei prati nell'Unione europea è diminuito del 47%. Un calo molto marcato, rilevato sulla base dei dati raccolti nei 27 Paesi dell'UE attraverso programmi di monitoraggio a lungo termine.
Quasi la metà in meno in poco più di trent'anni
Il dato, però, non significa che il 47% delle farfalle europee sia scomparso. L'indice prende in considerazione 17 specie rappresentative degli ambienti erbosi e misura l'andamento delle loro popolazioni nel tempo.
Sono soprattutto le specie più specializzate, quelle maggiormente legate a determinati habitat, a mostrare le difficoltà maggiori. L'EEA sottolinea inoltre che il declino osservato dal 1991 potrebbe rappresentare soltanto una parte della perdita complessiva: alcune popolazioni erano già scomparse dal territorio prima dell'inizio del periodo considerato.
Perché le farfalle stanno diminuendo?
Le farfalle sono particolarmente sensibili alle trasformazioni dell'ambiente.
Per vivere hanno bisogno di piante specifiche, fiori, prati e condizioni adatte anche alle loro larve.
Quando un prato ricco di specie vegetali viene trasformato, frammentato o gestito in modo intensivo, anche gli insetti che dipendono da quell'habitat possono risentirne.
Tra le pressioni che interessano gli ecosistemi agricoli ci sono la perdita e il degrado degli habitat, l'intensificazione delle pratiche agricole e l'utilizzo di prodotti chimici. Anche i cambiamenti climatici possono modificare la disponibilità degli habitat e il ciclo di vita delle specie.
Un campanello d'allarme per l'ambiente
Le farfalle sono infatti considerate importanti indicatori della salute degli ecosistemi. Reagiscono rapidamente alle modificazioni del loro ambiente e possono quindi aiutare gli scienziati a capire come sta cambiando la biodiversità.
Inoltre partecipano all'impollinazione e rappresentano una fonte di alimento per altri animali.
Anche in Italia il tema della tutela degli impollinatori è al centro di progetti specifici. ISPRA, nell'ambito del progetto LIFE PolliNetwork, ha censito 258 soggetti impegnati nella conservazione degli impollinatori e nel ripristino degli ambienti naturali in cui vivono api, farfalle e sirfidi.
E nei nostri giardini possiamo fare qualcosa?
Lasciare alcune zone con fiori spontanei, scegliere piante che offrano nettare, evitare trattamenti inutili con pesticidi e mantenere una maggiore varietà vegetale significa creare condizioni più favorevoli non soltanto per le farfalle, ma per numerosi altri insetti. La tutela della biodiversità, insomma, può partire anche da un balcone o da un piccolo giardino.