Sembra la trama di un film horror, ma non lo è. Accade a Palese, rione nord di Bari dove una donna è stata ritrovata priva di vita. Fin qui sembra l’ennesimo tragico fatto di cronaca o come avremmo accennato ancor più prosaicamente, l’ennesimo femminicidio. Purtroppo i particolari che rendono questa vicenda agghiacciante non finiscono qui: l’anziana settantunenne sarebbe stata ritrovata in salotto, le mani legate dietro la schiena e la testa inserita in un sacchetto di plastica. Le prime ipotesi legano lo spaventoso ritrovamento a una rapina. Un furto ben architettato se si pensa che la donna viveva sola ed è stata ritrovata dagli inquirenti in pantofole e in abiti da casa.

Dunque una facile preda per i malviventi, stanata nel luogo più sicuro per lei, la propria abitazione. Ad accorgersi dell’anomalia nella vita della vittima è stata la figlia che non riusciva a mettersi in contatto con la madre, quindi la telefonata alle forze dell’ordine e il ritrovamento. L’ipotesi del movente a fine di estorsione è suffragata dai particolari rinvenuti sul corpo della donna: ci sarebbero delle piccole contusioni e lesioni che la donna si sarebbe procurata nella colluttazione generata nel tentativo di difendersi.

Potrebbe però trattarsi anche solo del tentativo della vittima di liberarsi dalla busta di plastica stretta intorno al collo, che l’avrebbe poi soffocata. Ai medici dell’autopsia è affidato il compito di chiarire le dinamiche di questo macabro omicidio.

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Gli accertamenti dovranno inoltre scovare tracce dell’assassino ricostruendo la dinamica dei fatti. Anche se sono assenti segni di scasso e non mancando nulla tra i preziosi della donna, l’ipotesi della rapina finta male è ancora quella più gettonata dagli inquirenti. Il fatto trova precedenti nell’omicidio risalente al 2013 della sessantaseienne Caterina Susca, uccisa nella sua abitazione nel barese da Donald Nwajiobi, ventiquattrenne nigeriano reo confesso, condannato in appello all’ergastolo. I due delitti all’apparenza molto simili danno da pensare. Toccherà ora agli inquirenti mettere in evidenza potenziali analogie.