Medel sì, Jovetic e Pereyra no, Campagnaro in uscita. L'Inter non ha ancora messo tutti i tasselli al posto giusto per la prossima stagione, ma rispetto alle altre big è un po' più avanti e soprattutto ha le idee chiare e una linea condivisa e dichiarata da Presidente e allenatore. Il divario con le prime della classe non è stato e non sarà colmato per questo Mazzarri ha parlato di «un'Inter giovane e grintosa», una squadra che colmi con la fame e la voglia di successo la mancanza di qualità abbondante in alcune delle rivali per la Champions League.
Anche se Vidic, Kovacic, Palacio e Icardi non si possono certo considerare giocatori "normali", ai quali va aggiunto quel Dodò tutto da scoprire. Se era il pallino del d.s. romanista Sabatini un motivo ci sarà. Ma il mercato chiude il 2 settembre, c'è tempo per altri colpi.
Il d.t. Ausilio, presente nel ritiro di Pinzolo per tutto il fine settimana, aspetta solo il fax dal Rubin per permettere a M'Vila di allenarsi con i compagni, intanto sonda Medel, il cagnaccio che piace tanto a Mazzarri. La sensazione è che si possa chiudere presto forse in tempo per far aggregare il cileno alla squadra in America. La formula dovrebbe essere sempre quella del prestito con obbligo di riscatto. Sembrano invece senza fondamento le ipotesi di Jovetic e Pereyra, costano tanto, troppo, e l'Inter non può permetterseli ammesso che sia interessata all'ex Fiorentina reduce da un campionato non brillante in Premier.
Pochissime anche le chance di arrivare al centrocampista dell'Udinese: la Juventus è in pole position per offerta economica, l'Inter potrebbe mettere sul piatto non soldi, ma Botta, la punta richiesta da Stramaccioni. Ma difficilmente i Pozzo si accontenteranno di uno scambio con promessa di soldi. Infine, Ranocchia dovrebbe firmare il rinnovo entro un settimana e prendersi la fascia da capitano chiudendo definitivamente l'era d'oro del Triplete di Zanetti&co.
Oltre il mercato in entrata, è fondamentale per il nuovo corso il mercato in uscita. Il tecnico toscano ha chiesto esplicitamente di sfoltire la rosa: «Non voglio esuberi e scontenti». Diversi giovani sono stati mandati in giro (vedi Cagliari) a farsi le ossa, inutile tenerli parcheggiati in panchina, Schelotto non rientra nei piani esattamente come un anno fa, e poi ci sono Campagnaro, Kuzmanovic, Taider e Guarin. Il difensore argentino, complice il rapporto incrinato con Mazzarri, saluterà in direzione Roma, forse. Guarin invece è stato proposto, ma sembra allettare poco gli acquirenti. Punto interrogativo su Alvarez, le sue prestazioni hanno convinto a metà: Mazzarri lo "vede" ma non più da titolare. Per Taider (che vorrebbe la Lazio) e Kuzmanovic si attendono offerte concrete.