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L'altra faccia dello Juventus Stadium si chiama 'droga e razzismo'. All'interno delle curve bianconere emergono gruppi di spicco della malavita piemontese. Un ponte costruito per anni tra Albania e Piemonte cui passavano fiumi di droga. L'indagine portata avanti da parte delle istituzioni è stata battezzata come 'Operazione bravi ragazzi' richiamandosi ad una delle curve più influenti del mondo 'esterno' bianconero. Cosi, è stato possibile smontare un'organizzazione criminale che era solita darsi al commercio di droga instaurando rapporti con gruppi rumeni e albanesi presenti come immigrati in territorio piemontese. Tra gli arrestati, vi sono ben setti membri del gruppo dei bravi ragazzi che montano striscioni e coreografie allo stadium. Una curva che peraltro era in conflitto con quella dei Drughi. Si narra di una vicenda avvenuta nel Summer Village in cui un ragazzo era stato accoltellato tra le urla delle famiglie, in panico per i figli. La rivalità tra le diverse fazioni portò anche ad una guerra nella scelta dei settori da occupare del nuovo stadio.

Una linea sottile tra cosche e tifoserie

Non è nuova agli inquirenti la vicenda che coinvolge sempre i più le curve negli affari delle cosche. Estorsione, induzione alle prostituzione, spaccio e tentati omicidi. Sono queste le accuse che rivelano retroscena macabri e sconcertanti. I templari, altra curva bianconera aveva delle amicizie con la brigata rumena. Amicizie che spesso si tramutavano in rivalità se si era protagonisti di uno 'sgarro' si poteva anche essere uccisi. Il regolamento dei conti poteva avvenire anche nei vicoli, nei bar rivali.

Omertà

Si fa fatica a individuare tutti i coinvolti. Gli inquirenti per omertà dei capi gruppo si ritrovano sulle tracce ancora di possibili colpevoli. Un dato certo è che si tratta di un fenomeno ben radicato ormai e che è difficile smantellare. Quando si tratta di 'narcotrafficanti' per la capacità di riprodurre nuovi gruppi da parte di questi, è difficile porre una soluzione definitiva.