Nei giorni in cui la tifoseria genoana sta salutando vari elementi cardine della squadra capace di giungere sesta in campionato, è partita almeno in rete una vera e propria mobilitazione per cercare di convincere la Società a non cedere Diego Perotti. Un'iniziativa nata spontaneamente dai genoani del Muro dei Grifoni, che stanno diffondendo come una sorta di manifesto un post di ieri sera (autore Pavel) nel quale sono esposte in maniera chiara le ragioni di un popolo intero, perfino in un'epoca di divisioni.

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"Esca dai bilanci ed entri nella storia"

La frase conclusiva che recita, a mo' di invito per il presidente Enrico Preziosi, è particolarmente significativa: "Esca dai bilanci ed entri nella storia", quasi uno slogan che ben sintetizza quelle che sono le speranze, ancorché remotissime, di assistere a un Perotti tolto fin da ora dal mercato con contratto ritoccato. La mobilitazione internettiana (che potrebbe anche uscire dalla rete) non parte da un capriccio o da una mancata aderenza alla realtà.

Tutt'altro, dal momento che le condizioni non floride in cui versa il Grifone sono da tempo note ma serve tenere presente che Perotti, laddove andasse al Watford, finirebbe per guadagnare 1,4 milioni annui. Cifra non propriamente inarrivabile perfino per le casse di Villa Rostan, anche alla luce dei sacrifici tecnici già affrontati, con le comunque remunerative cessioni di Bertolacci e Iago.

"I simboli non hanno prezzo"

Diego Perotti, nonostante abbia trascorso solo una stagione all'ombra della Lanterna, è diventato un "simbolo e i simboli non hanno prezzo", sempre citando parte del post apparso ieri sul Muro e diventato a furor di utenti una sorta di messaggio unitario di un pezzo comunque importante di tifoseria.

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Questo perché di Perotti non si ricordano solo i dribbling, i goal (non tantissimi ma di pregevole fattura) gli assist o i formidabili recuperi difensivi con immediato capovolgimento di fronte; no, di "Don Diego" si ricorda l'assenza totale di sorriso e di fiducia in se stesso, al punto che veniva definito "triste" agli albori della sua esperienza al Genoa appena un anno fa. Questo per via di due anni caratterizzati da infortuni e problemi di ogni genere, che lo avevano quasi reso un ex calciatore.

La rinascita del campione triste

Poi la rinascita, la fiducia del tecnico, della Società e dell'ambiente ma soprattutto di una tifoseria che si è riconosciuta in quel campione triste e dal "dribbling sbilenco", un po'corrucciato e desideroso di tornare a spiccare il volo. Forse è proprio questa affinità umana, prima ancora che calcistica, a legare il "Diez" a una piazza che - come il suo campione - avverte le proprie potenzialità ma soffre quasi senza soluzione di continuità da troppo. Eppure quei tifosi che ci sono stati in C, in B e in tanta "bassa" serie A, ci saranno ancora con o senza Perotti e pur sapendo che l'Europa maturata sul campo sarà a beneficio di qualcun altro. Il post "manifesto" che tanto ha colpito gli utenti del Muro chiama in causa non tanto i sentimentalismi quanto il senso di rivalsa di Enrico Preziosi che, ora più che in altre circostanze, ha la possibilità di fare "qualcosa di genoano" non tanto per i tifosi quanto per se stesso. Sempre ammesso, come pure in molti sostengono, che Perotti non sia stato effettivamente già ceduto.
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