"Il mio futuro? E' nelle mani di Mino Raiola". Tanto è bastato, ai tifosi del Milan, per accendere ulteriormente, per quanto fosse ancora possibile, le speranze di rivedere Zlatan Ibrahimović indossare la maglia rossonera. L'attaccante svedese ha pronunciato queste sibilline dichiarazioni al termine dell'incontro amichevole, disputatosi a New York, tra il suo PSG e la Fiorentina: gara, nella quale, tra l'altro, il 34enne bomber ha messo, implacabile, la sua firma.

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Questa mattina, poi, il 'Corriere della Sera' ha riportato le repliche a questi commenti, sia dell'agente, Mino Raiola, che dell'amministratore delegato all'area sportiva del Milan, Adriano Galliani, primo fautore del ritorno di Ibra a Milanello. E mentre Raiola ha risposto ai cronisti di andare a chiedere spiegazioni allo stesso Ibrahimović, non essendo autorizzato a commentare tali frasi, Galliani, intercettato all'aeroporto di Shanghai, dove il Milan è impegnato in una tourneé, ha esclamato con un sorriso che, una volta, si diceva come il futuro fosse nelle mani del Signore.

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"Ma va bene anche in quelle di Raiola", ha quindi concluso prima di sfuggire ai giornalisti presenti.

In realtà, nonostante le ripetute dichiarazioni di facciata, il Milan, nella persona dello stesso Galliani, ed Ibrahimovć, grazie all'intermediazione dello stesso Raiola, lavorano al felice esito dell'operazione dagli inizi di giugno. Galliani e Raiola si incontrarono, gettarono le basi della trattativa, e telefonarono ad Ibra per sancire la definitiva pace dopo il burrascoso addio al Diavolo del 2012, ma, soprattutto, per chiedere all'attaccante svedese la disponibilità a tornare per guidare il Milan verso nuova gloria.

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Incassato il suo sì, Raiola si è messo subito all'opera, volando a Doha, in Qatar, in compagnia del centravanti per chiedere al proprietario del PSG di liberare a costo zero il suo assistito. Dinanzi la freddezza della proprietà del club francese, che non vorrebbe privarsi del suo cannoniere se prima non ne acquisisce un sostituto, si è preferito rinviare la conclusione dell'operazione ad estate inoltrata. Il momento, adesso, è arrivato, ed il Milan, che intanto si sta muovendo per sfoltire la rosa e creare spazio nella lista dei 25, ha già delineato una sua precisa strategia.

Innanzitutto, i rossoneri hanno capito che difficilmente otterranno Ibra a costo zero. Ecco perché, secondo quanto riportato stamattina dalla 'Gazzetta dello Sport', il Milan avrebbe intenzione di pagare al PSG 5,5 milioni di euro di indennizzo per lo svedese, legato ai parigini da un contratto fino al giugno del prossimo anno. Cifra che potrebbe convincere la società della Capitale a cedere il proprio asso. Il 'cash' dell'operazione arriverebbe dalla cessione di Hachim Mastour: non al PSG, come in un primo momento ipotizzato, bensì all'Ajax, che, secondo la redazione di 'MilanNews.it', sta premendo forte per assicurarsi il trequartista marocchino.

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Per Zlatan, che a Parigi percepisce attualmente quasi 12 milioni netti di ingaggio, sarebbe pronto un contratto triennale da 6 milioni di euro più bonus (o in alternativa, un biennale da 7 più bonus).

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