Spesso si dice che gli assenti hanno sempre ragione. Questo assunto, quasi mai vero, può tuttavia essere più che valido guardando all’avvio di campionato del Genoa. La differenza sostanziale tra la gara gettata alle ortiche a Palermo e quella vittoriosa di stasera contro l’Hellas, risiede in quella ‘garra’ che il Genoa ha ritrovato grazie a quattro protagonisti vogliosi e affamati più che mai: Armando Izzo, che in difesa ha dominato contro avversari ben più prestanti; Tomas Rincon che sembrava dappertutto e si è reso prezioso finanche in fase di rifinitura o di prima impostazione, alternandosi con l’eccellente Tino Costa, fino ad arrivare ai due che la partita l’hanno decisa coi loro acuti: Leonardo Pavoletti e Serge Gakpe, il primo squalificato e il secondo – che oggi sembrava Niang - non impiegato al Barbera.

Le reti degli ‘esordienti’

Emblematiche le azioni dei due goal: Pavoletti, dal canto suo, ha toccato il primo pallone appena entrato al decimo della ripresa, aprendo il gioco sulla destra meritandosi applausi molto ‘british’. Il secondo pallone toccato, tuttavia, è stato ben più potente e colmo di rabbia. Minuto dodici della ripresa, Gakpe e Rincon sfondano a destra, palla sporca in area e cannonata di Pavoletti che buca Rafael. Anche in questo caso, dunque, gli assenti hanno determinato. Il 2-0 giunge alla mezz’ora della ripresa con un’azione originata da Izzo, proseguita da Rincon e finalizzata da Gakpe di testa.

Una crescita di squadra

Il Genoa giunge alla sosta galvanizzato dalla vittoria ma anche da una crescita globale del gioco e della qualità dei reparti, oltre che dei singoli.

Nel primo tempo il Grifone è stato all’insegna del vorrei ma non posso, non dando l’idea di squadra in grado di realizzare. Altra faccia della medaglia, una ritrovata sicurezza difensiva anche sulle palle ferme, contro una delle squadre più pericolose di testa nel nostro torneo. Solo un vero rischio, minuto 41 della ripresa, su un’incornata di Pazzini respinta dalla traversa. Grifone che, nel secondo tempo, ha chiuso a proprio favore la gara tornando all’antico: fuori Pandev – non granché, pur se affiancato dall’ottimo Gakpe in un sistema a lui congeniale – e dentro il pennellone Pavoletti, del quale si è detto. Con Pavoletti in campo è cambiata anche la mentalità di una squadra che si è finalmente scoperta cattiva in zona realizzativa.

Infine, la vittoria del Genoa risiede anche nel ritrovato gioco sulle fasce laterali, oggi presidiate in modo impeccabile da Cissokho e Laxalt che, ancorché grezzi, hanno dimostrato enorme dedizione e ottime giocate. Conferma positiva per Ntcham, sempre 'uomo in più' come a Palermo fra mediana e attacco. Uniche note stonate, gli infortuni del generosissimo Pavoletti e di De Maio.

Il mercato

Domani si conclude la pantomima del calciomercato. Con gli arrivi di Ansaldi e Dzemaili il Grifone potrebbe tranquillamente chiudere il proprio box ed esporre il cartello ‘ripassare a gennaio’. I tifosi – niente striscioni al Ferraris, tranne il solito ‘Rispetto’ – si aspettano di rivedere Perotti in campo alla ripresa del torneo al Franchi, uno degli assi che il Genoa deve ancora calare (come Capel, Diogo e gli stessi slavi Pandev e Lazovic, oggi in crescita anche lui a differenza del macedone) per impreziosire una squadra che oggi è tornata a somigliare a quella del sesto posto. Conoscendo Preziosi,tuttavia, specialmente quando è arrabbiato come in queste ore per l’affaire Iturbe, è lecito attendersi fuochi d’artificio RossoBlu.