Non c'è due senza tre. Il vecchio detto si fonde con la tradizione granata, in una serata di fine agosto all'Olimpico. Il Toro deve vedersela con la Fiorentina, reduce da un perentorio 2-0 rifilato al Milan. Ci sono tutti i presupposti per assistere a un match coi fiocchi. Così è. Parte bene la Viola, in vantaggio dopo dieci minuti. Alonso va in gol sotto la curva “Maratona”, il cuore del tifo dei padroni di casa, e si esibisce in un’esultanza ritenuta una sorta di provocazione, mimando il torero che s’impone sul toro in una corrida.

Ma il Toro è vivo e vegeto. Si dirà anche che quel gesto non voleva essere una provocazione, ma un omaggio a Joaquin, compagno di squadra, vicino alla partenza. Quella scena, però, non piace a nessuno, neppure all’arbitro che gli sventola un cartellino giallo sotto il naso. Dopo l’ammonizione, Alonso "scompare" dalla gara. Il primo tempo si conclude senza grandi sussulti, se si esclude un calcio di rigore prima concesso alla Fiorentina e poi revocato, perché non c’era. Kalinic era scivolato, travolgendo Avelar.

Bruno Peres suona la carica, la partita cambia volto

Nella ripresa, quel Toro sentitosi ferito nell’orgoglio e nell'onore tira su le maniche come contro il Pescara, in Coppa Italia, e il Frosinone, nel turno precedente di campionato. Scatta così un nuovo “Quarto d’ora granata” - il terzo consecutivo della stagione - che non lascia scampo. Sono trascorsi da poco dieci minuti dall’inizio della ripresa quando Bruno Peres suona la carica ispirando Martinez, fermato per un fuorigioco apparso inesistente.

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Serie A Fiorentina

Da quel momento c’è solo il Toro in campo. E bastano appena sessanta secondi ai granata, dal 68’ al 69’, per ribaltare il risultato. Prima l’1-1 di Moretti, con un tiro in acrobazia; poi l’1-2 di Quagliarella che supera Tatarusanu in uscita, festeggiando 300 partite e 90 gol in Serie A. Il “colpo di grazia” alla Fiorentina lo dà Baselli, con una conclusione da manuale del calcio. La partita finisce lì.

Riaffiora il ricordo del gesto di Maresca dopo un derby

L’esultanza di Alonso riporta alla memoria quella di Maresca, con le mani sulla fronte mimando le corna, dopo un gol in un derby con la Juventus di qualche anno fa. Anche quel gesto fece infuriare i tifosi del Toro, che oggi hanno un motivo in più per gioire: i sei punti di vantaggio proprio sui rivali bianconeri, a quota 0, in una classifica sorprendente.

Lassù, in vetta, c’è anche il Toro a primeggiare in un avvio stagionale entusiasmante per i sostenitori granata. Un primato da condividere con Chievo, Inter, Palermo e Sassuolo. E qualcuno già pensa alla "fuga". Se ne saprà di più dopo Verona-Torino.

Il Tabellino:

3-1

TORINO: Padelli, Maksimovic, Glik, Moretti, Peres, Benassi (65’ Acquah), Vives, Baselli (82’ Gazzi), Avelar, Martinez (60’ Maxi Lopez), Quagliarella.

Allenatore: Ventura

FIORENTINA: Tatarusanu, Tomovic, Rodriguez, Roncaglia, Alonso, Suarez, Borja Valero, Ilicic (73’ Rossi), Gilberto (76’ Rebic), Fernandez (63’ Bernardeschi), Kalinic. Allenatore Sousa

ARBITRO: Tagliavento di Terni

NOTE: Ammoniti Alonso, Rodriguez, Fernandez, Vives, Maxi Lopez.

RETI: 10’ Alonso, 68’ Moretti, 69’ Quagliarella, 77’ Baselli

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