Novantaquattresimo minuto di Roma-Juventus, Rizzoli fischia tre volte e manda le squadre negli spogliatoi. L'Olimpico fa festa, la Vecchia Signora piange e agli almanacchi viene consegnato uno storico record: da ben 103 anni i bianconeri non perdevano le prime due giornate di campionato. Ciò porta a fare riflessioni importanti, soprattutto se consideriamo che riguarda una società che appena tre mesi fa accarezzava il sogno di uno storico triplete. Ma che cos'è cambiato? È giusto condannare tecnico e dirigenza dopo sole due partite?

Critiche pesanti ad Allegri...

Il web si è già scatenato e se la sconfitta contro l'Udinese aveva portato i primi mugugni, la disfatta romana ha rotto gli argini e riversato sul mondo bianconero qualsivoglia tipo di sdegno e critica. Alla gogna sono finiti, pari merito, Allegri e Marotta.

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Il primo viene accusato sia dell'utilizzo di Padoin davanti alla difesa nel ruolo delicato di vice Marchisio (a sua volta vice Pirlo), sia di non essere stato in grado di imprimere alla squadra quel mordente che si è visto solo negli ultimi dieci minuti dell'incontro, quando, peraltro, la Juventus stava per rimettere in piedi una partita che era ampiamente compromessa. Eppure il tecnico l'aveva detto, dopo la supercoppa eravamo considerati cannibali e dopo l'Udinese non siamo brocchi, manifestando un evidente fastidio che dà il polso di una situazione piuttosto tesa nell'ambiente.

Non è il segreto di Pulcinella che il livornese avesse fatto richieste ben precise alla società: voglio un trequartista, possibilmente Oscar. Ma il giocatore del Chelsea non è arrivato, e nemmeno i vari Gotze, Isco (trattative, a dire il vero, molto complicate) e compagnia. Sembrava fatta per Draxler, soluzione comunque di ripiego rispetto ai suddetti nomi, ma un po' la moneta del Wolfsburg, ed un po' i tentennamenti di Marotta e delle alte sfere, hanno fatto arenare l'operazione.

...E a Marotta

E dire che l'ad bianconero si era mosso con grande anticipo con gli acquisti di Dybala, Mandzukic e Khedira, preventivando le partenze di Tevez e Pirlo.

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Tuttavia, l'addio di Vidal (davvero non era stato programmato anche questo come gli altri due?) e gli infortuni di Khedira (poi così improbabile dato il trascorso clinico del tedesco?) e di Marchisio hanno evidenziato le lacune numeriche e qualitative della rosa che, inevitabilmente, ha perso molto in carisma oltre che in qualità, soprattutto a centrocampo. Ecco l'affannosa ricerca di un trequartista che sappia creare gioco, di un mediano che possa dare il giusto ricambio al principino, ed ecco che, ai primi risultati negativi, si scatena un vero putiferio in un ambiente ormai troppo ben abituato ai successi.

Stagione lunga, troppo presto per i processi

Questo pare essere il momento peggiore dall'avvento di Conte in panchina: Allegri, a detta di molti, è tornato quello del Milan, che non sa gestire la squadra, che parte in sordina, che manda via Pirlo, e la società sembra non riuscire ad investire con oculatezza sul mercato. Gettare, però, fango addosso a chi ha ricostruito le macerie della Juventus post-calciopoli e che in pochi anni l'ha riportata ad essere un organico capace di arrivare ad un passo dal triplete, con un ciclo di successi davvero longevo, è quantomeno affrettato.

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Su Allegri stesso è sbagliato buttare la croce, e occorrerebbe dare a tutto l'edificio bianconero il tempo di assestarsi e ripartire, perché la rosa c'è ed è di grande qualità e la società è presente e solida.