Il day after della sconfitta contro l'Udinese è scontato: tante polemiche e colpe ben ripartite. Si parte dalla preparazione atletica: La Juventus ha dovuto iniziare in ritardo per via di una stagione logorante, per cui è stato fatto un lavoro ad hoc rischioso per poter affrontare nel modo migliore possibile la Supercoppa. Ciò ha portato alle defezioni di Barzagli e Chiellini, poi rientrate e, soprattutto, di Khedira, Morata e Marchisio.

Squilibrio tra cessioni e arrivi

Gli infortuni hanno reso di dimensioni macroscopiche gli addii di Pirlo e Vidal, tanto che Allegri è stato costretto a schierare Padoin davanti alla difesa.

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In attacco, pesa già come un macigno l'assenza di Tevez, l'uomo carismatico che trascina la squadra quand'è in difficoltà. Questo compito dovrebbe essere adibito a Dybala che, però, proprio come contro la Lazio, è partito dalla panchina. E giù con altre critiche. Perché non mettere dall'inizio un giocatore pagato 32 milioni? Il tecnico vuole inserirlo gradualmente, come avvenuto in precedenza con Morata, ma è complicato pensare di poter lavorare in questa direzione anche con "La Joya", appunto perché non c'è l'Apache a garantire gioco e gol.

Allegri: la scelta di Coman, confusione su Llorente e Zaza

Se quella di Padoin è stata un'esigenza, la scelta tecnica di Coman si è rivelata quantomeno un azzardo. Il francesino è ancora acerbo e difetta di quella personalità fondamentale quando calchi un palcoscenico importante. È difficile anche comprendere i zero minuti riservati a Zaza nelle due sfide ufficiali della stagione. Il giocatore, pagato diciotto milioni, doveva essere il sostituto naturale di Mandzukic, con Llorente dato per sicuro partente.

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Invece le gerarchie appaiono ribaltate, tant'è che era circolata la voce di una cessione in prestito oneroso dell'ex Sassuolo al West Ham. Stamattina contrordine: il basco è ad un passo dal Siviglia e Zaza rimane. Tale situazione potrebbe significare una differenza di vedute tra Allegri e la società che genererebbe ulteriore confusione nell'ambiente.

Con Cuadrado nuove soluzioni tattiche, necessità di un centrocampista. Arriva comunque Draxler?

La Juventus ha inquadrato le lacune che bisogna colmare e lavora freneticamente sul mercato.

Dopo Alex Sandro è arrivato in prestito Cuadrado, un altro giocatore che garantisce corsa, dribbilng e precisione nei cross. Tutto quello che è mancato all'esordio. Ora Allegri avrà la possibilità di testare più soluzioni tattiche: il 4-3-3 ritorna in auge, con il colombiano nelle perfette vesti di esterno d'attacco; potrebbe esserci anche un'evoluzione del 3-5-2, che diventerebbe un modulo maggiormente offensivo. Infine, lo stesso 4-3-1-2 potrebbe vedere l'ex viola nelle vesti del trequartista, ma qui, non appare del tutto tramontata la pista Draxler: si punta molto sulla volontà del giocatore di accaparrarsi la maglia bianconera.

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Il centrocampo è, come detto, la zona maggiormente martoriata dalla rovente estate juventina: tra partenze ed infortuni, il solo Pogba rischia di dover reggere il reparto che è stato forse la maggiore fonte delle fortune del quadriennio. Risulta difficile, negli ultimi giorni di mercato, piazzare il colpo giusto: si sono fatti dei sondaggi per Gundogan, ma il Borussia spara alto. Allora ci si è riversati sul promettente Lemina del Marsiglia, ma è comunque una soluzione di ripiego.

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La Vecchia Signora, mai come quest'anno, sembra già non avere molto tempo a disposizione e l'Olimpico rischia di diventare uno scottante calderone.

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