Come si sol dire in gergo: è tempo di bilanci. Anche per l'Inter. Non solo di quelli sportivi, ancora prematuri, essendo il campionato solo alla quinta giornata. Seppur trattasi di un bilancio positivo, dato che la società nerazzurra è prima a punteggio pieno. Con Mancini che tiene giustamente i piedi per terra e parla di "fieno in cascina per l'inverno, quando farà più freddo". Ma anche di quelli veri e propri, finanziari, fatti di entrate e uscite, dai quali dipendono acquisti e cessioni di un club. Ma anche le possibilità di iscriversi a un campionato e, da qualche anno, di non incappare nelle sanzioni del Fair play finanziario.

E come sta messa l'Inter? Non proprio bene, anzi. Il quadro che emerge dal bilancio 2014-2015, approvato dal Presidente Erick Thohir e dai componenti del Cda (composto da Soetedjo, Ferguson, Volpi, Manzonetto, Casati e Braggiotti), è da profondo rosso. Per utilizzare un altro gergo della materia. Vediamo perché.

Un debito da novanta milioni di euro

Il Bilancio approvato stamane parla di un passivo molto pesante: novanta milioni di euro. Una situazione che già aleggiava da qualche settimana. Pertanto, si aggrava il quadro economico della società, già colpita e sanzionata dalla Uefa proprio per avere sforato i vincoli del Fairplay finanziario e con una situazione debitoria già molto pesante. Questa situazione pone i nerazzurri dinanzi a scenari molto negativi, giacché si rischiano nuove multe e sanzioni col sistema sanzionatorio tanto voluto dal Presidente Uefa, Michel Platini.

Non solo di natura pecuniaria, ma anche relativo a restringimenti della rosa e blocchi del Calciomercato.

Thohir già in partenza da Milano

Pertanto, Thohir e i suoi dovranno adoperarsi in futuro per mitigare la situazione debitoria. Si spera in qualche cessione magari, ma anche nell'ingresso in coppe europee che garantisca ottime entrate.

Intanto il Presidente indonesiano ripartirà già domani e non assisterà a quello che è diventato già uno scontro al vertice: Inter-Fiorentina.