La Juventus ha rimediato un pari in quel di Moenchengladbach che varrà come oro ai fini del passaggio agli ottavi di finale ma che non regala ai tifosi alcun ottimismo aggiunto a quello postderby di domenica scorsa. Tralasciando l'aspetto puramente tattico del match con la superiorità numerica del Borussia per tutto il secondo tempo o quasi (comunque Hernanes era ugualmente da proporre alla celebre rubrica  'Chi l'ha visto?), appare evidente che la Juve manca di idee sul piano del gioco oltre all'ancora evidente mancanza di coesione e spirito di squadra.

Allegri e la Juventus: dov'è il gioco? Tra confusione tattica e mancanza di coesione

Allegri dovrà soprattutto spiegare le continue metamorfosi di una formazione che, seppur rinnovata, stenta ancora a trovare un'identità: si va avanti più per rabbia nervosa e agonistica che secondo una precisa linea di gioco. La Juventus 2015/2016 sembra essere ancora un cantiere aperto: si passa dal 3-5-2 al 4-3-3 passando per il 4-3-1-2.

 

I tifosi cominciano ad averne abbastanza e a rinfacciare a Massimiliano Allegri di aver trovato lo scorso anno una squadra già fatta e per questo 'difficile da rovinare'. Tutt'altro discorso quest'anno con gli addii illustri di Pirlo, Vidal e Tevez e con un profondo rinnovamento da saper gestire. E intanto che Allegri viene mal digerito (e fischiato) dallo 'zoccolo duro' della tifoseria bianconera, ecco apparire l'ombra di un certo Marcello Lippi: la storia parla da sola e il popolo juventino non può dimenticare cosa ha significato questo nome nel recente passato.

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Lippi e il possibile ritorno alla Juventus al posto di Allegri

Il popolare allenatore, campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 2006, ha detto la sua su un eventuale ritorno in panchina, qui in Italia. 'Tornare in panchina? Perché no? - ha dichiarato Marcello Lippi - Mi sono reso conto di aver fatto un errore andando in Cina. Pensavo di non aver più voglia di calcio, e, invece, mi sono ritrovato a non aver voglia di star lontano dal mio Paese e aver voglia di tornare a casa ogni cinque mesi.'

Inevitabili le domande sulla Juventus e sulla situazione attuale dei bianconeri: 'Credo che il male più grande sia quello di un rinnovamento troppo abbondante.

Magari sarò troppo severo, ma forse Pogba non è ancora pronto per certe responsabilità: un'altra sfortuna è stata cambiare due giocatori come Pirlo e Vidal con Khedira e Marchisio che sono stati fuori tre mesi'.

Lippi non è poi così distante da Allegri, un po' come Viareggio non è così distante da Livorno: solo 45 chilometri, forse anche meno per la dirigenza bianconera.

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