Fabio Capelloripercorre la sua carriera di allenatore in una breve intervista alla web tv del Corriere della Sera. Il tecnico friulano, oggi commentatore di Fox Sports, parla dei suoi anni al Milan, alla Romae alla Juventus e del calcio internazionale.
"Il Leicester di Ranierimi ricorda il Verona dell'85". Poi parla di Ronaldo, di Van Basten e annuncia che non ha intenzione di tornare ad allenare. "Basta panchine, mi godo la tv; qui si sta così bene che non si sbaglia mai", dice riferendosi a Fox Sports. Cinque minuti, in cui Capello si racconta e svela qualche particolare della sua straordinaria carriera; dalle battute pre derby,a come si è rovinato Van Basten.
Il Milan, Calciopoli e i derby romani
"Van Basten si è rovinato da solo. L'abbiamo perso per colpa della sua testardaggine" - esordisce cosi Fabio Capello, parlando dei suoi anni al Milan - "Ricordo che si volle far operare per forza, mentre il nostro dottore era contrario. Si fece operare da un professore scelto da lui, che lo rovinò. Ancora oggi ha dei problemi alle caviglie". Poi Capello parla del Milan in generale, facendo notare le differenze tra quello che allenava lui e quello di oggi: "Il mio era un Milan con grandi valori tecnici e di spogliatoio; questi valori erano la forza della squadra e sono stati trasmessi per molti anni. Oggi si è rotta la catena. I giocatori devono rispettare tutti quelli che lavorano per la squadra e di più, quelli che fanno i lavori più umili".
Il discorso si sposta sulla Juventus e sul decennale di calciopoli, che ricorrerà a Giugno: "Sento miei quei due scudetti vinti da allenatore della Juventus; in campo abbiamo lottato e fatto di tutto per vincere". Infine Capello fa un paragone tra i derby vissuti con la Juventus da giocatore e quelli vissuti da allenatore della Roma: "I derby di Torino erano molto equilibrati; i granata erano una grande squadra. Da giocatore ne ho persi sette. Quelli romani erano molto più allegri, si facevano molte battute durante la settimana".
Il calcio internazionale
Su Fox Sports va in onda il calcio internazionale e Capello, nelle vesti di commentatore, dice la sua sulla Premier League: "Quella del Leicester è una bella favola, mi ricorda il Verona di Bagnoli, quello che vinse lo scudetto nel 1985.
Non ci sonofuoriclasse, bensì umiltà, tanti buoni giocatori e tanta voglia". Tra poche settimane ci sarà il classico Barcellona-Real Madrid; Capello ne ha vissuti quattro da allenatore e racconta qualche aneddoto: "Nella mia prima esperienza al Real, dovevamo affrontare il Barça di Ronaldo. Ai tempi pesava 80 chili ed era immarcabile. Nella mia seconda esperienza al Real Madrid, lui era un mio giocatore e pesava 96 chili; un giorno gli chiesi: quanto pesavi nel 2002, quando hai vinto i mondiali? 84 chili mi rispose. Dodici in meno; gli dissi di scendere almeno a 88/90 chili, ma non ci fu nulla da fare. A lui piaceva mangiare, bere, divertirsi e giocare".