Stefano Pioli non nasconde di sentirsi responsabile per il secondo tempo di giovedì, con l’Inter rimontata di due gol e sconfitta all’ultimo minuto di recupero dall’Hapoel Be'er Sheva, ed ammette: “Nell’intervallo non ho fatto il lavoro giusto per motivare la squadra”. La conferenza stampa di presentazione della partita contro la Fiorentina di lunedì sera è l’occasione per ritornare sulla tragica serata di Europa League. Gli errori compiuti secondo l’allenatore dovrebbero servire da lezione per la squadra, che è chiamata subito a reagire contro un’altra formazione che è uscita con le ossa rotte dal turno di coppe.
L'analisi di Pioli
Pioli, a tal riguardo, si augura di vedere per tutta la durata del match quel che di buono l’Inter ha fatto nel primo tempo contro gli israeliani. La ricerca della continuità è fondamentale, così come bisogna migliorare gli equilibri in campo: sono davvero troppi i 26 gol subiti fino ad oggi. È necessario produrre un’elevata intensità di gioco con un buon pressing sul portatore di palla avversario, mantenendo alta la difesa. Non è un problema di tenuta atletica come potrebbe sembrare, quanto piuttosto di testa: non bisogna pensare di avere già portato a casa il risultato e staccare la spina prima del fischio finale. Ma il tecnico si fida dei suoi ragazzi per la professionalità, la voglia di lavorare e l’impegno dimostrati in queste prime settimane con lui.
La gara con la Fiorentina
La Fiorentina è capace di esprimere un buon calcio, con tanti giocatori di qualità: non è un caso per Pioli che abbia subito solo tre sconfitte in campionato. Proprio per questo bisognerà affrontare la partita con spirito combattivo e grande furore agonistico. Il mister non si sbilancia sulle sue scelte: in difesa pretende molto da Miranda come faro a cui affiancare quello che tra Murillo e Ranocchia gli sembrerà in migliore condizione. Pesa l’assenza per infortunio di Medel, un giocatore importante per caratteristiche tecniche, temperamento e carattere. Ma Pioli non si dice preoccupato data l’ampiezza della rosa e spera che il lavoro fatto sulla fase di non possesso palla inizi a dare i suoi frutti.
Il tecnico non si sbilancia nemmeno su chi giocherà in attacco, dice di essere pronto a dare una possibilità anche a Gabigol e spera di rivedere quella capacità di creare gioco che ha caratterizzato il derby e il primo tempo della partita di giovedì. Chiede ai suoi impegno per il tour de force di cinque partite fino a Natale, fondamentale per capire quali saranno le ambizioni di questa Inter sempre più pazza.