Squadra che vince non si cambia. Sembra essere questo il diktat di Stefano Pioli in vista dell'ostica trasferta di Torino contro i granata di Sinisa Mihaijlovic. Dopo il roboante successo casalingo contro l'Atalanta risulta difficile pensare che il tecnico parmense possa cambiare qualcosa, visto che ha ricevuto ottime risposte in tutti i reparti. In special modo il centrocampo, con Gagliardini e Kondogbia davanti la difesa e il ritrovato Ever Banega libero di svariare alle spalle di Icardi, è sembrato essere il vero punto di forza dell'Inter capace di assicurare finalmente il giusto equilibrio e il giusto compromesso in termini di quantità e qualità.

In special modo Kondongbia e Banega sembrano essere due giocatori completamente diversi rispetto a qualche mese fa e difficilmente Pioli se ne priverà, a discapito di due giocatori importantissimi come Joao Mario e Brozovic, inizialmente considerati due titolari inamovibili al pari di Gagliardini ma poi scivolati indietro nelle gerarchie.

Ieri in conferenza stampa il tecnico nerazzurro ha fatto intendere che non ci saranno stravolgimenti, potrebbe cambiare qualcosa in difesa con l'inserimento di Jeson Murillo al posto di Ansaldi. Pioli si è detto molto soddisfatto e contento di come la squadra si sta esprimendo pur mettendo in guardia i suoi sulle insidie che un campo come quello di Torino può riservare.

Infatti i granata, in questa stagione, hanno perso tra le mura amiche soltanto nel derby contro la Juventus e lunedì scorso hanno dato filo da torcere ad un'altra grande concorrente per l'Europa come la Lazio pur uscendo sconfitti. L'allenatore non vuole cali di tensione e ha fissato un'ipotetica quota Champions League ad 80 punti, il che significa che se l'Inter vuole veramente dare l'assalto al terzo posto (oggi occupato dal Napoli distante 6 punti) deve continuare a macinare punti. Il terzo posto passa dalla trasferta di domani, così come dagli scontri diretti contro Napoli e Lazio. Pioli ci crede, i tifosi pure: l'assalto all'Europa che conta è partito.