Luciano Moggi, in un'intervista rilasciata al quotidiano "Libero", ha parlato delle vicende legate a Calciopoli e 'Ndrangheta, della questione arbitri, del campionato e di Juventus-Barcellona.

Moggi sulla vicenda Calciopoli

"Quando si è forti si dà fastidio a tutti. Undici anni fa era un momento difficile. Si sono riversati tutti contro la Juventus. I fatti di oggi sono diversi. Nel 2006 mi hanno incastrato, non sarebbe successo con Agnelli e Chiusano in vita.

L'avvocato che allora difendeva la Juve, invece di svolgere il proprio lavoro, chiese la retrocessione. Calciopoli mi è costata milioni, soprattutto per i soldi spesi per gli avvocati. L'episodio di Reggio Calabria con Paparesta era uno scherzo, poi degenerato. Gli arbitri sono stati tutti assolti e l'inchiesta di Calciopoli non ha accertato frodi o inganni nelle partite della Juve. Galliani mi ha ingannato più volte.

In concomitanza della morte di Papa Wojtyla, ricevetti la richiesta di ritardare di una giornata il campionato, ma in realtà Galliani aveva chiesto lo slittamento di una settimana per poter recuperare un suo calciatore infortunato. Inoltre, quando era a capo della Lega Calcio, faceva in modo che la Juventus giocasse in Champions il mercoledì e poi il sabato in campionato. Al contrario, il Milan giocava il martedì nelle gare europee e la domenica in Serie A".

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Moggi radiato dal calcio, ma per lui non è ancora finita

"Quella che è stata diffusa non è una sentenza. Il Consiglio di Stato ha manifestato la propria incompetenza nell'arrivare ad una decisione. Ciò che mi interessa è la sentenza che pronuncerà la Corte Europea dei Diritti Umani, sono sicuro che riavrò la riabilitazione. Ho degli elementi che mi fanno sperare positivamente che la mia richiesta venga accolta, ma ci vuole del tempo, almeno sei anni".

Sul caso 'Ndrangheta: "L'intercettazione non è allegata agli atti, il tutto finirà con una multa. Se condannano Andrea Agnelli allora dovrebbero condannare tutti i presidenti, è comune che si scenda a compromessi con il popolo delle curve per evitare il peggio. Se si riapre il capitolo Calciopoli, il calcio in Italia sarà pesantemente danneggiato e ciò non conviene a nessuno.

La Roma pensa solo allo stadio, il Napoli non deve lamentarsi

"Napoli, Roma, Inter e Milan si sono alleate contro di noi.

Il loro non è altro che il lamento dei perdenti, attraverso cui poi ottengono favori. Lamentarsi non serve, non sono gli arbitri a farti i favori, ma la squadra. Se non hai una squadra forte, è inutile lamentarsi. Gli arbitri nel corso della partita sono tentati a favorire la squadra più forte, non succede solo con la Juventus. C'entra anche la carriera internazionale, in quanto se aspiri a tale livello devi comportati bene o non verrai più scelto dal designatore degli arbitri dopo eventuali lamentele ricevute.

I direttori di gara lo fanno per fare carriera. Gli arbitri, oggi come all'era di Calciopoli, continuano a commettere errori a vantaggio delle grandi squadre, con la differenza che adesso si arriva addirittura a danneggiare gli spogliatoi".

"L'anno scorso Higuain ha segnato 36 gol e il Napoli era sotto di noi, quest'anno Higuain segna di meno, ma la Juventus è sempre prima. Il Napoli perde troppi punti, De Laurentiis e Sarri parlano troppo. Il Napoli ha una buona squadra, ma deve imparare a gestirla bene o andrà sempre a finire come contro il Real: hanno giocato bene ma hanno preso due gol perché per l'allenatore è imprescindibile una marcatura a zona piuttosto che a uomo. La Roma è una grande squadra, ma pensa troppo alla questione stadio piuttosto che al campionato".

La Juventus vince perché ha la presunzione di vincere

"La Juventus affronta le partite con la presunzione di vincere, e per questo motivo ci riesce. All'estero è più difficile, ma fa comunque una bella figura. Il Barcellona non è nella sua fase migliore, deve puntare tutto su Neymar, la Juve può farcela. Credo che la finale sarà Bayern Monaco-Atletico Madrid".

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